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Sia Santificato Il Tuo Nome

di William E. Sutter
traduzione: Alessandro Valli

Il nome di Dio nell'Antico Testamento è YAHWEH (YHWH oppure YHVH, Esodo 3:14-15). Sebbene esso venga spesso tradotto e trascritto con "DIO" o "SIGNORE" scritti in lettere maiuscole, in realtà il nome Yahweh differisce da questi due termini. Dio è il nome biblico che designa il Supremo Essere, il quale è la Fonte, il Sostegno e il Significante di tutte le cose (Romani 11.36). Signore è invece il termine biblico che sta ad indicare il diritto di sovranità di Dio su tutte le cose.

Con il nome Yahweh si evidenzia come Dio sia santo e come tale va considerato. Uno dei dieci comandamenti vieta di pronunciare il nome di Dio invano. Per questa ragione, diversi ebrei si riferiscono a Dio utilizzando il termine Hashem - "il Nome". Quando Gesù insegnò ai suoi discepoli a pregare, li invitò a rivolgersi al Padre celeste dicendo: "Sia santificato (separato, venerato) il Tuo nome" (Matteo 6:9).

La sacralità del nome di Dio è uno dei principali temi trattati nel libro di Ezechiele. I primi 32 capitoli di questo libri parlano soprattutto del giudizio di Dio su Israele e sulle nazioni confinanti. Ma subito dopo aver descritto la distruzione di Gerusalemme da parte di Babilonia nel 586 A.C. (33:21), Ezechiele inizia la profezia relativa alla benedizione futura di Israele (33-39), compresa quella di un nuovo Tempio (capitoli 40-48).

Alcune delle profezie di Ezechiele si riferiscono ad avvenimenti già accaduti. Ma la gran parte di esse rivelano cosa avverrà nel periodo immediatamente precedente e successivo alla venuta del Regno messianico.

Il capitolo 36 rivela la gloria futura di Israele e come attraverso la benedizione di Israele, Yahweh santificherà il Suo santo nome.

LA PROFEZIA DEI MONTI
Ezechiele ordinò ai monti di Israele di ascoltare Yahweh. Poiché il terreno fisico è incapace di udire, è chiaro che Dio usi l'immagine di oggetto inanimati per riferirsi indirettamente al popolo di Israele. Nel capitolo 6, Egli si rivolse ai monti per predire giudizi, mentre ora Egli predice benedizioni.

I monti di Israele sono in contrasto coi monti Seir degli edomiti citati nel capitolo 35. Quando i babilonesi menarono Israele in cattività, gli edomiti si rallegrarono, causarono dei danni ad Israele e non contenti si impossessarono delle loro terre. Poiché maltrattarono la nazione di Israele, Dio promise che tutta Edom sarebbe rimasta desolata:

Siccome ti sei rallegrato perché l'eredità della casa d'Israele era devastata, io farò lo stesso di te: diventerai una desolazione, o monte Seir, tu e Edom tutto quanto; e si conoscerà che io sono il SIGNORE (35:15).

Anche Israele ha conosciuto per molti anni la condizione della desolazione e ciò avvenne per buoni motivi. Fu a causa dei peccati di Israele che Dio mandò delle calamità e ne fece oggetto di insulti, derisioni e scherno. I paesi vicini poterono appropriarsi delle terre di Israele con animo allegro e a cuor leggero .

Ma i nemici di Israele non capirono (e neppure ora lo capiscono) che quando si spartirono tra loro la Terra Promessa, in realtà la stavano rubando a Dio:

nel fuoco della mia gelosia, io parlo contro il resto delle altre nazioni e contro Edom tutto quanto, che hanno fatto del mio paese il loro possesso con tutta la gioia del cuore e il disprezzo dell'anima, per ridurlo in bottino (36:5)

Egli la chiama "il Mio paese". Spesso si rivolge a questo luogo chiamandolo "terra di Israele", a dimostrazione che Egli ne è il vero proprietario e Israele il vero tenutario.

Ma Yahweh decise che Israele non avrebbe portato per sempre "la vergogna delle nazioni" (36:6). Nella Sua ira Egli condannò duramente Edom e le nazioni, promettendo solennemente che essi avrebbero presi su di loro la propria parte di insulti e rimproveri.

Invece ci saranno frutti in abbondanza per quelli del popolo del Dio di Israele, i quali torneranno a Lui. Il possesso finale e definitivo di questa terra da parte di Israele è quindi assicurato.

Dio dà un'ottima spiegazione a questa abbondanza: "Infatti, ecco, io vengo a voi, mi volgerò verso di voi" (v.9). Sebbene queste parole siano rivolte ai monti di Israele è comunque evidente che riguardano il popolo ebraico. Yahweh è dalla nostra parte. Ed è per questo che Egli si volgerà a loro (girando il Suo sguardo nella loro direzione) a significare che Egli li benedirà.

Non solo Dio provocherà il ritorno del popolo ebraico sulla propria terra, ma li moltiplicherà una volta che saranno arrivati (v. 19). Tutti quelli della casa di Israele saranno presenti, ossia vi saranno tutte e dodici le tribù. Riempiranno quindi le città e tutti quei luoghi una volta desolati (Ezechiele 48). La sequenza della restaurazione che caratterizzerà Israele in quei giorni è la seguente: prima i monti e le terre, poi le persone e gli animali. Dio ha promesso di benedire la terra di Israele come mai prima e si assicurerà che Israele possa sempre dimorarvi e possederla. Mai più questa terra subirà gli insulti e le sciagure. Tutta Israele riconoscerà che Egli è Yahweh.

Ma come è possibile che Israele possa rimanere in questa terra se la sua presenza è legata alla propria obbedienza a Yahweh (Levitico 20:22)? La risposta si trova in Ezechiele 36.

PROFEZIA ALLA CASA DI ISRAELE
Innanzitutto Dio voleva far sapere che il suo giudizio sarebbe caduto su Israele a motivo della profanazione che essi fecero della propria terra. Gli israeliti versarono sangue innocente e adorarono degli idoli. Per Yahweh questa profanazione era paragonabile a quella delle impurità delle donne (v.17). A motivo di ciò Dio scagliò la Sua ira su Israele, disperdendo il Suo popolo fra le nazioni (v. 19).

Israele non si limitò a questo. Mentre veniva dispersi tra i gentili, essi profanarono il nome di Yahweh. Il santo nome di Dio non deve essere profanato ed Egli stesso interverrà per proteggerlo.

In seguito Dio ordinò ad Ezechiele di profetizzare non più ai monti ma direttamente al popolo (una profezia simile a quella che si trova in Ezechiele 20:33-44). Yahweh disse agli israeliti che ciò che stava per compiere non era dovuto a causa loro, bensì a causa del Suo nome:

"Perciò, di' alla casa d'Israele: "Così parla DIO, il Signore: Io agisco così, non a causa di voi, o casa d'Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni dove siete andati. Io santificherò il mio gran nome che è stato profanato fra le nazioni, in mezzo alle quali voi l'avete profanato; e le nazioni conosceranno che io sono il SIGNORE, dice il Signore, DIO, quando io mi santificherò in voi, sotto i loro occhi. " (vv. 22-23).

Il nome di Dio è accompagnato da una santa reputazione, che Egli difenderà e rivendicherà attraverso grandi prodigi per Israele di fronte ai Gentili. A quel punto anche i Gentili riconosceranno che Egli è Yahweh. Ecco qui di seguito la sequenza con cui Dio realizzerà il Suo piano:

(1) Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese. (2) Poi vi aspergerò d'acqua pura e sarete puri (3) Io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. (4) Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; (5) toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. (6) etterò dentro di voi il mio spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni. Ezechiele 36:28 Abiterete nel paese che io diedi ai vostri padri, sarete il mio popolo, (7) E Io sarò il vostro Dio. (8) Io vi libererò da tutte le vostre impurità. (9) Io vi libererò da tutte le vostre impurità; chiamerò il frumento, lo farò abbondare, e non manderò più contro di voi la fame. (10) Farò moltiplicare il frutto degli alberi e il prodotto dei campi, affinché non siate più esposti alla vergogna della fame tra le nazioni.. ... (11) Farò in modo che le città saranno abitate e le rovine saranno ricostruite; . ...Io, il SIGNORE, parlo, e mando la cosa a effetto (Ezechiele 36:24-31, 33, 36).

C'è da notare che Egli chiama la terra di Israele "vostro (cioè del popolo ebraico) paese". Vuole quindi purificare spiritualmente questa nazione, rimuoverne il cuore di pietra (ossia la propria natura ribelle alla Sua volontà e alla verità) per darne un cuore di carne (una nuva natura di obbedienza). Dio inoltre darà a questo popolo il Suo Spirito Santo. Tutte queste benedizioni porteranno Israele a seguire fedelmente la Parola di Dio.

Di conseguenza, Israele sarà in grado sempre di rimanere nella Terra Promessa. La nazione sarà finalmente affrancata ad uno stato spirituale che la preserverà dalle cadute. Gli ebrei saranno il popolo di Yahweh ed Egli sarà il loro Dio.

Egli porterà una tale prosperità che Israele non soffrirà più la fame. A quel punto il popolo si ricorderà di quando rigettarono il loro Dio e proveranno vergogna di loro stessi: "Allora vi ricorderete delle vostre vie malvagie e delle vostre azioni, che non erano buone, e avrete disgusto di voi stessi a motivo delle vostre iniquità e delle vostre abominazioni." (v. 31). Dio precisa che Egli farà tutto ciò non a motivo di Israele ma per Sé (v.32).

UNA PROMESSA E' UNA PROMESSA
Per concludere, Yahweh ribadisce che Egli realizzerà tutto ciò per il paese e per il Suo popolo nei giorni futuri. Questa terra rinascerà a nuovo splendore a tal punto che a confronto della desolazione passata sembrerà il giardino dell'Eden (vv.34-35). Le nazioni riconosceranno la mano di Dio in questa opera, a conferma che quando Yahweh fa una promessa essa si realizza.

Per quanto riguarda la popolazione di Israele, essa crescerà grandemente, in contrasto a ciò che avvenne quando disobbedirono al Signore (Deuteronomio 28:62). Le città di Israele saranno riempite di "greggi" di uomini" e Yahweh promette che "si conoscerà che io sono il SIGNORE" (Ezechiele 36:38).

In questo capitolo ci sono 61 promesse non ancora adempiute. La maggior parte riguarda Israele, mentre nessuna di esse concerne la chiesa. Queste promesse hanno senso solo se vengono interpretate letteralmente e non figurativamente. Ezechiele 36 insegna che le nazioni dovranno stare molto attente a come tratteranno Israele. Fino a quando le promesse di restaurazione non verranno completate, i gentili non dovranno mettere in pericolo Israele, né insultarlo e neppure appropriarsi delle sue terre. Dio chiama Israele il Suo popolo, anche quando essi sono nella disobbedienza o in esilio.

E così come Egli agisce in nostro favore anche se non lo meritiamo, allo stesso modo Egli agirà in favore di Israele, per la Sua gloria.

A dispetto di ciò che molti dicono, Dio si rivela davvero in modo chiaro. In non meno di 73 versetti presenti nel libro di Ezechiele (quattro di essi si trovano nel capitolo 36), Dio dichiara la Sua intenzione di portare tutti gli uomini (ebrei e gentili) a riconoscere che Yahweh è Dio. Questo è il Suo nome e non deve essere profanato.

Bruce Scott
membro rappresentativo
Israel My Glory
Gen-Feb 2007

 



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