logo -apocalypsesoon.org  
HOME

The Xcellent Files

Apocalypse soon media
Apocalypse soon media

Apocalypse soon - blog
Giorni Strani - blog
Giorni Strani - Archivio

Apocalypse soon - I Segni della Fine
I Segni della Fine



La Bibbia - CCCQD


Cristiano?
Ebreo?
Gentile?

Io Credo. Tu Credi?
Scopo
Ma perchè..?
Stato della Chiesa
Sorpresa
Culti e Sette
Parole Chiave
Orient Express
X files
Hi-Tech
New Age
Brave New World
La Chiesa Cattolica
Sei salvato?
Rock Cristiano?


Sondaggi
Contatto

LA MISTERIOSA TRINITA'

di Dave Hunt
traduzione: Alessandro Valli

Se vogliamo comprendere lo scontro finale che avverrà tra Cristo e l'Anticristo dobbiamo prima conoscere la natura del Dio a cui Satana si è opposto e poi cercare di analizzare le false concezioni ispirate dallo stesso Satana nella sua cosmica e lunga lotta contro il Creatore. Partendo dalla frase di Cristo secondo cui la vita eterna è "conoscere il solo vero Dio e Gesù Cristo" (Giovanni 17:3), diventa facile capire perché la strategia di Satana si basa soprattutto sulla promozione di falsi concetti riguardo Dio e sulla presentazione all'umanità di un Cristo contraffatto. Gli uomini ingannati da Satana che non potranno conoscere il vero Dio e neppure Gesù Cristo, condivideranno con Satana la condanna eterna.

In ogni parte del mondo e in ogni era si sono formulati due concetti generali riguardo a Dio:

1) Panteismo / naturalismo: ossia l'universo stesso è Dio;
2) Supernaturalismo: cioè il Creatore è distinto dalla Sua creazione

Su questo secondo punto ci sono due ulteriori posizioni:

1) Il politeismo, secondo cui esistono diversi dèi (i mormoni, per esempio, sono politeisti);
2) Il monoteismo che sostiene l'esistenza di un solo Dio.

Le asserzioni dell'Anticristo sono basate su concezioni panteistiche/politeistiche. Se tutto è Dio ed esistono diverse divinità, va da sé che ogni persona è dio anche senza esserne consapevole. Fu al principio che Satana si convinse di poter divenire come "l'Altissimo" e sembra che ancora oggi sia schiavo di questa falsità. L'Anticristo, avendo apparentemente "realizzato" il suo scopo, sarebbe nella posizione di aiutare gli altri a conseguire la propria deità. Questa non è altro che la grande menzogna del Serpente.

Il supernaturalismo e il monoteismo si dividono in due credi contrastanti:

1) Dio è un essere singolo ;
2) Dio è sempre esistito in tre Persone, distinte e separate.

Solo i Cristiani accettano quest'ultimo punto di vista, seppure esistano alcuni cosiddetti Cristiani che lo rigettano. Eppure, questa è l'unica visione possibile di Dio che sia coerente dal punto di visto biblico, logico e filosofico. Inoltre è l'unica vera opposizione alla religione mondiale ecumenica dell'Anticristo. Tutte le altre dottrine riguardo Dio possono essere accomodate dall'Anticristo - ma non quella della Trinità.

Il panteismo è in realtà una forma di ateismo, col quale condivide gli stessi difetti fatali. Se tutto è Dio, ciò significa che non vi è un vero Dio. Dio è sopra cosa? Cosa governa? Di cosa è il Creatore? Di sé stesso? Il panteismo ha in sé molte altre contraddizioni. Dio sarebbe il nulla del vuoto così come la sostanza della materia, sarebbe la malattia come la salute, la morte come la vita, il male come il bene. Questo concetto di Dio risulta pertanto contraddittorio.

Se l'universo e tutto ciò che vi è in esso è Dio, di conseguenza non vi sarebbe nessun elemento esterno in grado di giudicare, dare uno scopo e un senso all'universo stesso. Niente ha senso o valore in sé stesso, ma solo come essere personale con un suo uso e un suo valore. L'universo (e l'umanità come parte di esso) non avrebbero senso a meno che non siano stati creati per uno scopo da Qualcuno, il quale deve essere separato e distinto dalla Sua creazione. Perciò il panteismo non può che offrire uno scenario senza significato, senza speranza e di totale depressione.

Al politeismo, secondo cui esiste più di un Dio, occorrerebbe chiedere: Chi comanda? Se un Dio è più forte o ha più potere degli altri, allora come potrebbero essere definiti gli altri "dèi"? I diversi dèi del politeismo combattono guerre e rubano le mogli delle altre divinità, senza che nessuno di loro stabilisca un modello e dia un giudizio al mondo. Non vi è quindi posto per la morale, la verità, la pace in cielo o in terra. Il problema fondamentale del politeismo è la diversità senza unità.

All'estremo opposto vi è il credo secondo cui Dio sia una Persona singola. Ciò viene creduto dai Mussulmani e dagli Ebrei, i quali ritengono che Allah o Geova siano "uno". Vi sono anche dei gruppi pseudo-cristiani che condividono questa dottrina (per esempio i Testimoni di Geova). Alcuni di questi aberranti gruppi cristiani sostengono che Dio è una singola Persona e che Padre, Figlio e Spirito Santo siano solamente dei "titoli" o degli "uffici". In questo caso abbiamo unità senza diversità.

Che Dio debba avere sia unità che diversità è un fatto chiaro. L'Allah dell'Islam o il Geova dei Testimoni di Geova, o il Dio dei "Cristiani" unitari risultano pertanto incompleti. Egli sarebbe stato infatti incapace di amare o comunicare prima di aver creato altri essere capaci di interagire con Lui (Dio non ha bisogno di altri esseri viventi per essere giusto, vero, santo e puro, cosi' come per potere sperimentare amore).

L'amore e la capacità di stare in comunione fraternamente abbisognano nella loro stessa natura di essere necessariamente condivisi con un altro essere personale. E Dio non avrebbe potuto fare ciò se non con un altro Essere uguale a Lui. La Bibbia dice che "Dio è amore" in sé stesso. Ciò può essere vero se all'interno della Divinità vi è una pluralità di Persone, in grado di esprimere e sperimentare l'amore fra di Esse. Sebbene il termine "Trinità" non appaia mai nella Bibbia, questo concetto viene comunque espresso chiaramente, mettendo in risalto come l'unità e la diversità rendano possibile l'amore e la comunione all'interno della Divinità.

La Bibbia presenta un Dio che non ha bisogno di creare altri esseri per sperimentare l'amore, la comunione e la fraternità. Questo Dio è già completo in sé stesso, esistente da sempre in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo, distinte individualmente tra loro ed essendo allo stesso tempo un Dio eterno. Queste tre Persone si amavano, comunicavano ed erano in comunione tra loro prima che esistessero l'universo, gli angeli e gli uomini. Il Dio trino presentato dalla Bibbia è veramente amore (1 Giovanni 4:8,16).

Invece, il Dio dell'Islam e quello del Giudaismo non possono essere amore in sé stessi, in quanto non avevano a chi poter offrire il proprio amore prima della creazione di altri esseri. Questa lacuna in Dio avrebbe influenzato negativamente l'uomo ad ogni livello. Uno scrittore disse:

 

L'inconciliabile completa identità di Dio rappresenta il paradigma di tutta l'individualità, così come la pluralità è il fondamento di tutta la relatività. Questa è "l'immagine di Dio" alla quale noi siamo stati fatti. Alla luce di ciò, la dottrina della Trinità non appare più come una semplice mistificazione, ma una chiara dichiarazione della molteplice personalità di Dio … Se Dio è una Persona, che … si traduce in una morale assoluta per noi … l'alienazione dell'umanità da Dio è avvenuta precisamente a questo livello di carattere e relazione.

L'amore è la principale arma di Dio nella Sua battaglia contro Satana riguardo l'animo e il destino dell'umanità. Questa battaglia non coinvolge solamente la mente degli uomini, ma anche il proprio amore. Così come dichiarato nel Decalogo, ogni peccato ha quindi le proprie radici nell'incapacità umana di rispondere a Dio con la totalità dell'amore che Egli ha messo a disposizione in ognuno di noi. Il primo e principale comandamento infatti dichiara:

 

Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua. (Marco 12:30; Deuteronomio 6:5; etc.).

Noi non abbiamo la capacità in noi stessi di adempiere questo comandamento, in quanto "l'amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio" (1 Giovanni 4:7). E' l'amore datoci da Dio che incoraggia e vince il nostro cuore e risveglia in noi il senso di amore verso di Lui: "Noi lo amiamo perché prima lui ha amato noi" (verso 19). Il grande atto che dimostra l'amore di Dio è stato il divenire uomo alfine di pagare personalmente il prezzo del nostro riscatto, atto necessario per la Sua giustizia nei confronti del peccato. Egli ha potuto fare ciò solo in virtù del fatto che Egli è un Essere personale e trino.

L'eresia secondo cui Dio è una Persona singola (Unitarismo) e non tre Persone eternamente unite in un solo Dio (Trinitarismo) subentrò nella chiesa attorno al 220 d.C a causa di Sabellius, un teologo libico. Egli cercò di utilizzare il linguaggio biblico riguardante Padre, Figlio e Spirito Santo, senza però riconoscere la natura trina di Dio. Sabellius dichiarò quindi che Dio esisteva in quanto una singola Persona che si manifesta in tre attività, modi e aspetti: come Padre nella creazione, come Figlio nella redenzione e come Spirito Santo nella profezia e nella santificazione. Pur essendo condannata dalla maggioranza dei cristiani, questa eresia ha continuato a sopravvivere anche ai giorni nostri in gruppi come i "Gesù solo" presenti all'interno delle Chiese Pentecostali Unite.

Gesù disse: "Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano." (Giovanni 3:35). L'amore di Dio non è rivolto solo all'umanità, ma prima di tutto lo si può vedere all'interno delle tre Persone della Divinità. Padre, Figlio e Spirito Santo non possono essere semplici uffici, titoli o modi in cui Dio manifesta sé stesso, perché altrimenti non ci potrebbe essere l'amore, l'intesa e l'unione reciproca. Non è solo il Figlio ad essere presentato come una Persona, ma lo stesso avviene anche per il Padre e lo Spirito Santo. La Bibbia mostra chiaramente come tutte e tre le Persone abbiano una propria personalità: ognuna di essa ha una volontà, agisce, ama, si prende cura, oltre a poter rattristarsi o adirarsi. L'Unitarianismo toglie a Dio le qualità essenziali della propria esistenza e della propria deità.

Divinità? E' questo un termine biblico? Sì, lo è. Nella versione King James appare tre volte nel Nuovo Testamento e più precisamente in Atti 17:29, Romani 1:20 e Colossesi 2:9. In contrasto a theos , che viene usato generalmente nel Nuovo Testamento per indicare Dio, in questo caso troviamo tre diversi termini greci (theios, theiotes, theotes), che nella King James Bible, differentemente dalle altre versioni, specifica in maniera precisa il termine Divinità. Questo termine sta proprio ad indicare una pluralità di esseri.

Paolo scrisse: "perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Colossesi 2:9). Questa affermazione non avrebbe nessun senso se il Padre e lo Spirito Santo fossero dei semplici "titoli", così come viene insegnato dai sostenitori delle dottrine dei "Gesù solo". Se così fosse, significherebbe che Paolo avrebbe assurdamente affermato che in Cristo abita tutta la pienezza di Cristo.

Voleva Paolo intendere che in Cristo abita tutta la pienezza della deità, così come è tradotto nelle versioni diverse dalla King James? Ciò sminuirebbe la deità di Cristo, perché se Cristo è intrinsicamente Dio, perché mai occorrerebbe sottolineare che in "Lui abita la pienezza della deità? Ma se Cristo è il Figlio ed esistono altre due Persone all'interno della Divinità, allora tutto assume un senso, ossia che quando il Figlio divenne uomo, Egli prese la pienezza della Divinità con sé nella carne.

L'Anticristo viene al posto del vero Cristo. Egli deve promuovere un'altra visione di Cristo in modo da negare che Gesù sia l'unico Messia ("Cristo" è semplicemente l'equivalente greco del termine ebraico "Messia"). Deve perciò negare che Dio si è fatto letteralmente uomo e che questa unione tra Dio e l'uomo continua eternamente nella Persona di Gesù di Nazareth, il quale morì per i nostri peccato ed è resuscitato. Questa "dottrina dell'anticristo" ha poi preso diverse forme ed è riscontrabile all'interno di diverse religioni. Queste falsità che si sono accumulate nel corso dei secoli hanno lo scopo di preparare la strada all'Anticristo, in modo che quando verrà, egli sarà accettato come il vero Salvatore.

Come gli Ebrei, anche i Mussulmani trovano opinabile l'idea della Trinità. Uno dei principali insegnamenti islamici riguarda proprio "l'assoluta unicità di Allah". Tutto ciò nonostante anche nel Corano si trovi la stessa frase presente nel libro della Genesi: "Facciamo l'uomo a nostra immagine". L'Islam non è però in grado di dare una spiegazione a questa contraddizione.

Persino il primo versetto presente nella Bibbia presenta Dio come un Essere plurale. Esso dichiara: "Nel principio Dio creò i cieli e la terra". Anziché indicare il nome di Dio nella forma singolare ebraica (Eloah), Egli viene chiamato con il nome che sta ad indicare la forma ebraica (Elohim); perciò se dovessimo tradurlo letteralmente dovremmo leggere: "In principio, Dèi crearono …" ed è per questo che nello stesso capitolo troviamo scritto: "Facciamo l'uomo a nostra immagine…"

Il nome plurale (Elohim) viene citato nell'Antico Testamento più di 2500 volte. In Genesi 1:1 questo soggetto plurale è accompagnato da un verbo singolare, bara, e lo stesso avviene in quasi tutte le circostanze in cui il soggetto è Elohim. Così allo stesso tempo troviamo la singolarità (nel verbo) e la pluralità (nel nome). Ciò è riscontrabile in tutta la Torah e in tutto l'Antico Testamento. Se Dio deve essere considerato come una singola Persona, allora si sarebbe dovuto usare la forma singolare, Eloh, e non quella plurale, Elohim. Questo è un dato incontrovertibile.

Nell'episodio del pruno ardente troviamo scritto: "E Dio (Elohim) disse a Mosé: Io sono colui che sono" (Esodo 3:14). Qui è la Divinità (nel senso plurale) a parlare ma non dice "Noi siamo" ma "Io sono". Ancora questa peculiarità della singolarità e plurità nello stesso Essere! Lo stesso avviene in Esodo 20:2: "Io sono il Signore Dio tuo (Elohim)..." e Levitico 11:44: "Io sono il Signore vostro Dio (Elohim)..."

Ogniqualvolta Dio usa Elohim (plurale) riguardo sé stesso (cioè il 90% delle volte) invece di Eloah (singolare) (10 %), Egli ci rivela la pluralità nel suo Essere. E quando usa un verbo e un pronome singolare accostati ad Elohim, vuole far intendere chiaramente di essere un'unità.

La pluralità di Dio viene presentata non solo attraverso il termine Elohim. Consideriamo infatti il Salmo 149:2 (NKJV): "Si rallegri Israele nel loro Fattore (letteralmente "Fattori"); Ecclesiaste 12:1 "Ricordati del tuo Creatore" (letteralmente "creatori") e Isaia 54:5: "Poiché il tuo Creatore è il tuo sposo (letteralmente "sposi"). L'Unitarianismo non ha spiegazione per questa continua presentazione della pluralità di Dio lungo tutto l'Antico Testamento.

Molti Ebrei non sono consapevoli del fatto che il nome plurale di Dio si trova proprio al centro della famosa confessione di Israele riguardo l'unicità di Dio. E' scritto in ebraico: "Shema yisroel adonai elohenu adonai echad" (Deutoronomio 6:4). Partendo da questa Scrittura, il Rabbino Moses Maimonides ha insegnato agli Ebrei di recitare quotidianamente; "Io credo con una fede perfetta che il Creatore, benedetto sia il Suo nome, è Uno".

Maimonides, comunque, sembra voler deliberatamente distorcere la Scrittura. Per esprimere il concetto "UNO" ha usato il termine ebraico yachid, che significa singolo e uno in senso assoluto. Per esempio, esso viene usato in Genesi 2:24, quando l'uomo e la donna divennere "una carne", in Esodo 36:13 (quando le varie parti "divennero un tabernacolo") e in 2 Samuele 2:25 quando i vari soldati "formarono una schiera unica", ecc…

Dio, attraverso alcuni termini ebraici da Lui scelti, vuole dirci qualcosa di molto importante riguardo sé stesso. Se Dio avesse voluto comunicarci che Egli è un Uno assoluto, avrebbe a questo punto usato la parola yachid, anziché scrivere echad. Maimonides ha fatto perciò un grave errore nel voler cambiare la Parola di Dio. Questo errore ha portato fuori strada milioni di Ebrei. L'Islam ha perpetrato lo stesso errore. Dio non è un Uno assoluto, ma Egli è un'unità, così come insegnato da Mosé nella Torah.

Più volte abbiamo già commentato le meravigliose promesse che si trovano nel libro di Isaia, come per esempio: "Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele" (Isaia 7:14). La traduzione letterale della parola ebraica Emmanuele è con noi è Dio - presente non spiritualmente ma letteralmente in questo bimbo chiamato Emmanuele. E inoltre in Isaia 9:6 troviamo scritto: "Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, …"

Il concetto presentato dai profeti ebraici non è riscontrabile in nessun altro libro religioso, ma è presente unicamente nella Bibbia: un Figlio sarebbe nato in questo mondo, il quale oltre ad essere un uomo, sarebbe stato il Dio potente. Ed oltre ad essere un Figlio, Egli sarebbe stato anche il Padre eterno. Isaia presenta la deità di Cristo, la Paternità di Dio e l'unità tra il Padre e il Figlio.

Quando Gesù chiese ai rabbini: "Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?" Essi gli risposero: "Di Davide" (Matteo 22:42). Cristo a questo punto replicò citando un Salmo: ""Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?" (Salmo 110:1) e in seguito chiese loro: "Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?" (Matteo 22:45). I Farisei restarono senza parole. Solo la Trinità è in grado di dare una spiegazione per questi due "Signore", il primo riferito a Dio il Padre e il secondo riguardante Dio il Figlio.

I rabbini sapevano certamente che Geova aveva dichiarato ripetutamente: "Io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo Salvatore … e oltre me non vi è salvatore". Quindi il Messia che doveva salvare il Suo popolo non poteva essere altri che il Signore Dio d'Israele venuto come uomo. Lo stupore creato da un evento così sensazionale, ma allo stesso tempo così essenziale per la nostra salvezza, ruppe anche lo scetticismo del dubbioso Tommaso, tanto da fargli esclamare di fronte al Cristo risorto: "Mio Signore e mio Dio" (Giovanni 20:28).

I rabbini accusarono comunque Gesù di blasfemia per aver detto "che chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio" (Giovanni 5:18). Essi sapevano bene che Egli stava proclamandosi "il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe" (sebbene vi sono ancora molti che negano che Gesù abbia voluto fare una tale dichiarazione). Questa "blasfemia" divenne condanna di morte: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio" (Giovanni 10:33, Marco 14:64). Essi erano ciechi davanti alla profezia di Zaccaria secondo cui Israele avrebbe trafitto Geova - tanto che furono proprio loro ad adempiere questa profezia (poiché Gesù era Dio).

Quando Cristo ritornerà visibilmente con potere e gloria nella Sua seconda venuta. Gli Ebrei sopravvissuti (cioè coloro che verranno salvati dall'attacco dell'Anticristo ad Armageddon) riconosceranno i marchi del Calvario: "essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio" (Zaccaria 12:10). E' Geova, il Dio d'Israele, che sta parlando. Quando mai Egli è stato trafitto? La parola ebraica usata in questo versetto significa trafiggere mortalmente ed è la stessa usata dal re Saul quando disse al suo scudiero: "Sfodera la spada e trafiggimi" (1 Samuele 31:4).

La profezia di Zaccaria è rimarchevole e chiara allo stesso tempo: Dio Stesso verrà come uomo a redimere Israele quando negli ultimi giorni sarà attorniata dagli eserciti del mondo e si troverà sull'orlo della distruzione. Egli non verrà come un uomo qualunque, bensì come Uno che è passato attraverso la morte e che è poi tornato in vita. Quando Israele Lo vedrà, riconoscerà dal Suo potere che Egli è Geova e dai segni della crocifissione ancora presenti sul corpo risorto che è Gesù. In quel momento Israele si convincerà che Gesù di Nazareth, che loro crocifissero ed hanno rigettato per così tanto tempo, è il Messia tanto atteso e promesso dai loro stessi profeti. A quel punto essi si pentiranno e crederanno in Lui (Zaccaria 12:10-14:9).

La profezia di Zaccaria avrebbe dovuto far capire ad Israele che il Messia sarebbe stato Geova stesso: il me (usato per "colui che guarderanno") e il colui ("che hanno trafitto") sono chiaramente la stessa persona. Certamente Gesù aveva in mente questo ed altri versetti quando dichiarò "Io e il Padre siamo uno" (Giovanni 10:30). Qui possiamo fare un raffronto tra gli insegnamenti che distinguono il Dio della Bibbia dal Dio di tutte le altre religioni mondiali.

Non vi è dunque da stupirsi se Paolo scrisse che "i dominatori di questo mondo" (i rabbini, Pilato, Erode, ecc…) non avrebbero crocifisso Cristo se avessero saputo la verità riguardo Lui! (1 Corinzi 2:8). Ciò è da vedersi in relazione con la cecità per cui Isaia pose la solenne questione: "Chi ha creduto a quello che abbiamo (i profeti) annunciato?" (Isaia 53:1). Questo interrogativo è valido ancora oggi. Proprio l'incapacità di credere alla natura trina di Dio ha fatto sì che Israele rigettasse il Messia, ed è per la stessa ragione che essi finiranno con l'essere ingannati quando accetteranno l'anticristo. Egli verrà, come abbiamo visto, non come un membro della Trinità - nel nome del Padre e sotto l'unzione dello Spirito Santo - ma "nel proprio nome".

Il Nuovo Testamento presenta tre Persone distinte, sebbene siano entrambe Dio. Allo stesso tempo noi continuiamo a credere nel chiaro insegnamento secondo cui esiste un solo vero Dio. Cristo prega al Padre. Sta forse pregando a Sé stesso? "Il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo" (1 Giovanni 4:14). Ha forse mandato sé stesso? Può forse un "ufficio" pregare e mandare un "titolo"? Cristo disse: "Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue." (Giovanni 14:10); "e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore…lo Spirito della verità" (Giovanni 14:16,17). Attraverso tutto il Nuovo Testamento possiamo vedere come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vengano onorati separatamente ed entrambi agiscono come Dio, in perfetta relazione l'uno con gli altri.

Anche l'Antico Testamento presenta tre Persone nella Divinità, le quali interagiscono tra loro. Prendiamo l'esempio seguente:

 

Ascoltami, Giacobbe, e tu, Israele, che io ho chiamato. Io sono; io sono il primo e sono pure l'ultimo. La mia mano ha fondato la terra, la mia destra ha spiegato i cieli; … Fin dal principio io non ho parlato in segreto; quando questi fatti avvenivano, io ero presente; ora, il Signore, Dio, mi manda con il suo spirito (Isaia 48:12,13,16)

Colui che parla si riferisce a Sé stesso, definendosi come "il primo e l'ultimo" e Creatore di tutto, pertanto deve trattarsi di Dio. Egli però nello stesso passaggio parla di altri due, i quali devono pure essere Dio: "il Signore Dio mi manda con il Suo spirito". Da chi potrebbe Dio essere mandato per compiere la sua missione e per dove? E' evidente che non può che trattarsi del Padre e dello Spirito Santo che mandano il Figlio nel mondo per essere il nostro Salvatore.

Dio è anche chiamato "il primo e l'ultimo" nel Nuovo Testamento e lo stesso avviene anche per Gesù. In Apocalisse 1:8 leggiamo: "Io son l'Alfa, e l'Omega; il principio, e la fine, dice il Signore Iddio, che è, e che era, e che ha da venire, l'Onnipotente". E' Dio, il Signore Onnipotente, che sta parlando. Eppure Giovanni ci dice che stava parlando con Gesù Cristo. Nell'ultimo capitolo Gesù dice: "Ecco, sto per venire" a riguardo della Sua seconda venuta. In seguito Egli aggiunge: "Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine (Apocalisse 22:13). Ancora una volta Gesù è presentato come Dio.

Isaia dà ulteriori ragguagli relativi alla consultazione tenutasi tra le Persone della Divinità quando il Padre e lo Spirito Santo mandarono il Figlio nel mondo:

 

Poi udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò? E chi andrà per noi?" Allora io risposi: "Eccomi, manda me!". Isaia 6:8

Ancora vediamo che è "la voce del Signore" a parlare. "Il Signore" Dio non dice solamente "Chi andrà per noi?" ma Egli stesso replica: "Ecco, manda me!" In questo caso vediamo al lavoro l'essenziale unità e diversità della Divinità. Vi sono tre Persone comunicanti tra loro che lavorano insieme, per cui non vi sono tre Dèi, bensì un Dio.

La Bibbia rivela altre decisioni conseguenti alla consultazione delle Persone della Divinità: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza" e più in là troviamo: "Scendiamo dunque e confondiamo il loro linguaggio" (Genesi 1:26; 11:7). Perché Dio dice: "Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi" (Genesi 3:22)? Chi sarebbe questo noi e a chi si riferirebbe Dio usando il "noi" se Egli fosse realmente una singola Persona? Non si può riferire ad esseri angelici, come ritenuto dagli Unitari, perché Dio non potrebbe dire a loro: "Facciamo l'uomo", dal momento che nessuna creatura può collaborare con Dio nell'opera di creazione. Invece, appare chiaro che il Figlio sia da includere in questo "noi", poiché è scritto che senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta (Giovanni 1:3).

Sebbene gli angeli sono stati fatti ad immagine di Dio, essi non posseggono intrinsicamente la Sua stessa natura. Se Dio avesse parlato a delle creature, non avrebbe detto "a nostra immagine" ma piuttosto "a mia immagine come vi ho fatto". Chiunque fa parte di questo noi deve perciò essere equiparato a Dio. La Parola ci indica che il Figlio esiste eternamente "in forma (in greco morphe, cioè della reale natura) di Dio" (Filippesi 2:6). Egli è "lo splendore della sua (di Dio) gloria e impronta della sua essenza" (Ebrei 1:3).

Perciò non si può sfuggire al fatto che lungo tutta la Bibbia, Dio viene presentato come una pluralità pur essendo uno, avente sia diversità che unità. Questo concetto non esiste in nessun'altra religione del mondo. Rigettare la natura trina di Dio significa rigettare il Dio della Bibbia e come finale conseguenza, cadere nell'inganno che porterà il mondo ad obbedire e ad adorare l'Anticristo quando sarà giunto.

E' un mistero come Dio possa esistere in tre Persone pur essendoci un solo Dio, ma sia le Scritture che la logica confermano questo fatto. Un altro mistero è come Dio possa non avere inizio e aver creato tutto dal niente, eppure deve essere andata così. Vi sono moltissime altre cose a cui non sappiamo dare spiegazione - l'amore, la bellezza, la verità, l'anima e lo spirito umano - eppure non le rigettiamo. Dio ha rivelato la Sua natura trina, affinché noi potessimo credere in Lui e potessimo conoscerLo. Dobbiamo perciò evitare di rigettare quello che il Signore vuole dirci, anche se le nostre menti finite non sempre sono in grado di comprenderlo appieno.

Dio non è una qualche "forza" intrinseca all'interno dell'universo che può essere presa ed usata a proprio vantaggio e neppure l'universo può essere visto come un'estensione di Dio. La Prima Legge della Termodinamica dichiara che nessun'energia può essere creata o distrutta, eppure sappiamo che l'universo non può essere esistito da sempre, ma ha avuto un suo inizio. Se così fosse, il nostro sole si sarebbe già dovuto bruciare completamente. Il segreto dell'esistenza non va cercato all'interno dell'universo, ma nel suo Creatore, il quale deve esistere da sempre ed essere esterno e separato da esso.

La Seconda Legge della Termodinamica dichiara che la somma delle energie utilizzabili nell'universo diminuiscono costantemente, rendendo l'universo come un orologio che cammina al contrario. Di conseguenza tutti i pianeti usciranno dalle orbite e tutte le stelle si brucieranno ed alla fine sarà la morte a regnare su tutto. Tutti i sogni dell'umanità, le strategie politiche, gli atti eroici, i trionfi e le tragedie, le agonie e le gioie sarebbero come castelli di sabbia sommersi da un oceano cosmico di nulla. Se Dio fosse semplicemente l'universo o parte di esso o una forza al suo interno, allora anche Lui sarebbe destinato ad estinguersi.

In realtà, il Dio della Bibbia è il Creatore dell'universo, separato e distinto da esso e non è soggetto alle leggi che Egli ha fatto per governarlo. Su questo si basa la speranza dell'umanità, in quanto il Dio della Bibbia può intervenire in questo universo morente per ricrearlo totalmente nuovo. La reincarnazione può solo riciclare ciò che sta finendo nell'oblio. La resurrezione, invece, rappresenta un influsso del potere di Dio, portando l'immortalità a ciò che altrimenti sarebbe destinato ad essere morto per l'eternità.

Ecco, questo è il Dio che dobbiamo conoscere personalmente per essere salvati. E questo è il Dio negato dall'Anticristo. Il Dio trino ha fatto l'uomo a Sua immagine ed è il solo che può venire come uomo e rimanere Dio allo stesso tempo. Egli è il solo in grado di riscattare l'umanità dal peccato e dall'eterna separazione dal Suo amore e dalla Sua presenza.

Quando Dio dice: ""Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me" (Malachia 3:1), voleva indicare che Egli stesso sarebbe venuto sulla terra come Messia. Lungo tutto l'Antico Testamento, Dio ha ripetutamente detto: "Io, io sono il Signore, e fuori di me non c'è salvatore." (Isaia 43:11, etc.). Come Egli ci salva? Dandoci una legge da rispettare? No, la legge condanna i trasgressori.

Supponiamo che una persona venga arrestata per un certo crimine. Il trasgressore si presenta dal giudice dicendo: "Se non mi condannerete, vi prometto che non trasgredirò più la legge". A questo punto il giudice replicherà: "Non infrangendo più la legge, non fai altro che il tuo dovere e questo non ti farà avere un premio speciale. Non puoi cancellare la trasgressione della legge compiuta in passato, osservando la legge in futuro. La condanna conseguente alla disobbedienza deve perciò essere pagata.

"Dio ama anche il peggior peccatore, ma sarebbe ingiusto da parte Sua perdonarlo senza che nessuno abbia pagato il prezzo della condanna per i propri reati. E' proprio per pagare la condanna dovuta ai nostri peccati che Dio si è fatto uomo. Nel far ciò non ha cessato di essere Dio e non cesserà mai di essere uomo. Se Gesù Cristo non fosse stato il solo e unico uomo e Dio allo stesso tempo, perfetto e senza peccato, allora Egli sarebbe morto per i Suoi propri peccati. Ma vista questa Sua condizione, Egli può morire al posto nostro e pagare l'infinita condanna che noi meritavamo.

Gesù Cristo offre ora la vita eterna e il dono gratuito della Grazia di Dio per tutti coloro che credono che Egli è morto al posto nostro e sono disposti ad aprire il proprio cuore per riceverlo come personale Signore e Salvatore. Questo piano di salvezza è sconosciuto nelle altre religioni mondiali ed è considerato anatema dagli insegnamenti della New Age. Tutto ciò è possibile solo in virtù dell'unica trina natura del Dio della Bibbia, che è in completo contrasto con gli altri dèi.

L'amore di Dio per l'umanità non è una forza cosmica impersonale che opera inesorabilmente attraverso una legge universale. Esso è intensamente personale. Dio ama ognuno di noi con passione. Questo fatto è per noi difficile da credere e da comprendere. Cerchiamo in noi stessi le ragioni per questo amore. E non sarebbe neppure confortante sapere che Dio ci ama perché ce lo meritiamo o che in qualche modo siamo riusciti a suscitare il Suo Amore, perché potremmo cambiare perdendo così il nostro punto di vantaggio e quindi il Suo affetto. Invece è certo che Egli ci ama a motivo della Sua stessa natura, nonostante ciò che noi siamo. Poiché Dio è amore e visto che Egli non cambia, possiamo avere fiducia per l'eternità senza temere di perdere il Suo amore per qualcosa che potremmo aver fatto o non fatto.

 

Come si può essere certi che Dio ci ami? Paolo scrisse che Dio ha mostrato il Suo amore in questo, "che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi." (Romani 5:8). Dio ha totalmente provato il Suo amore per mezzo della croce di Cristo, come solo il Dio personale e trino poteva fare. Giovanni ci ricorda:

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna(Giovanni 3:16)

In questo si è manifestato per noi l'amore di Dio: che Dio ha mandato il suo unico Figlio nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.(1 Giovanni 4:9, 10)

Se Dio ci ama così tanto, perché molti saranno separati da Lui per l'eternità? Vi sono tre ragioni:

1) Dio è santo e giusto. Il Suo amore non può cancellare questi aspetti del Suo carattere. L'amore vuole perdonare, ma la giustizia deve essere soddisfatta ed è essa che detta i termini del nostro perdono
2) Se è vero che Dio ha pagato in amore il prezzo domandato dalla Sua giustizia, è altresì vero che l'uomo è chiamato a risponderne. Il pagamento di questo prezzo non può essere accreditato a coloro che rifiutano questo impegno.
3) Inoltre, l'amore non deve forzare nessuno. Coloro che verranno perdonati e riconciliati a Dio devono accettare i rimedi da Lui offerti. Chi rifiuta questa offerta si autocondanna all'eterna separazione da Dio e dalla Sua provvidenza.

ll vero amore biblico non consiste in semplici emozioni che colpiscono una persona, così come "l'innamoramento" dipinto da Hollywood. Invece, esso implica una scelta morale e una fedeltà totale, affinché l'amore non finisca ma possa proseguire anche nelle difficoltà fino a giungere al trionfo finale. Questa è la fedeltà di Dio per mezzo della quale Egli non ci lascerà e non ci abbandonerà (Ebrei 13:5). Una mancanza di questa fedeltà da parte nostra nei confronti di Dio e degli altri finisce con il distruggere matrimoni, famiglie e produce un enorme caos nelle relazioni umane, così come constatabile nella società attuale. Questa è la tragica conseguenza che porta la separazione dell'uomo dal suo amorevole Creatore!

 



up