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A PROPOSITO DI "INFERNO"

Di Pietro Arnese, Jeffery L. Sheler, John Cooper
traduzione: Alessandro Valli

 

L'Inferno è uno di quei luoghi che nessuno vorrebbe mai visitare. Anche quelli che non credono ad esso!
E' una parola così negativa e politicamente scorretta che raramente se ne parla, perfino all'interno della Chiesa. Quando è stata l'ultima volta che avete sentito il vostro pastore predicare o semplicemente menzionare questo tema?

Il pathos creato dalla parola INFERNO è lontano dall'essere accantonato o dimenticato. La gente preferisce scherzarci sopra per esorcizzare la paura derivante da esso, ma ciò rivela semplicemente la grande difficoltà a convivere con questo "concetto." La Bibbia dice molto a proposito dell'INFERNO e generazioni di cristiani e di non credenti hanno tentato di offrire varie spiegazioni sul reale significato di questo termine. Oggi, sono pochi coloro che hanno cura di capire il suo vero significato e le sue implicazioni. Accanto all'articolo troverete un sondaggio, nel quale potrete segnalare il vostro punto di vista sull'INFERNO.

Poche settimane fa, è stato pubblicato un interessante articolo sul sito Web U.S.News & World Report. L'articolo era molto obiettivo nel delineare il pensiero sull'INFERNO della corrente religiosa odierna, nonostante qualche inesattezza qua e là. Da ricordare che si tratta di un articolo dal punto di vista laico.

 

L'inferno non conosce furia come ...

Di Jeffery L. Sheler

Nel 18esimo secolo, il predicatore puritano Jonathan Edwards usò la minaccia dell'inferno nelle sue predicazioni per incentivare le persone a trattenersi dal fare il male. Per i predicatori come Edwards l'eterna scommessa era quella di evitare l'inferno e guadagnarsi il cielo. E le fiamme e i tormenti erano reali.

Ai nostri giorni, l'opinione a riguardo dell'inferno è molto cambiata e l'inferno sembra essere divenuto meno caldo di quello che si riteneva. Il punto estremo del revisionismo è stato toccato nell'editoriale de La Civiltà Cattolica, un'influente rivista gesuita con forti legami col Vaticano. L'articolo affermava che "l'inferno non è un luogo, ma è uno stato d'animo nel quale una persona soffre per la privazione di Dio. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II ha ribadito questo concetto in un'udienza dicendo che "più che un luogo, l'inferno indica lo stato di coloro che saranno separati eternamente da Dio" e che il linguaggio usato dalla Bibbia (lo stagno di fuoco) deve essere letto in chiave simbolica.

In risposta alle parole del Papa, R. Albert Mohler, presidente del Seminario Teologico Battista di Louisville ha detto che "le Scritture parlano chiaramente dell'inferno come un luogo fisico di tormenti e ci avverte che dovremmo temerlo". Inoltre il Prof. Douglas Groothuis del Seminario Evangelico di Denver ha aggiunto che la semplice separazione da Dio potrebbe sembrare come una libertà da un coniuge o parente opprimente. Perché quindi si dovrebbe averne paura?

Probabilmente l'intenzione del Papa è stata quella di portare una visione dell'inferno che possa essere compatibile ai giorni nostri, dopo che per lungo tempo l'inferno veniva citato solamente nelle riviste di umorismo.
In un sondaggio condotto dalla U.S. News Poll risulta che il numero degli americani che credono nell'esistenza dell'inferno sia aumentato rispetto a 50 anni fa o a solamente 10 anni fa, ma la maggior parte di loro ritiene che esso sia solamente uno stato dell'esistenza e non un posto reale.
Martin Marty, professore della University of Chicago Divinity School spiega che il Papa ha usato queste parole perché se avesse parlato dell'Inferno come di un luogo di fiamme nelle quali i diavoli punzecchiano i dannati con i forconi non sarebbe stato preso seriamente. Persino alcuni evangelici, i quali hanno un approccio con la Bibbia più letterale, tendono a voler coprire la macchia rappresentata dall'Inferno con il cosmetico dell'amore divino. Perciò nella cultura americana, l'Inferno sta diventando un concetto politicamente scorretto.

Per ricercare le radici dell'Inferno bisognerebbe andare a vedere gli insegnamenti giudeo-cristiani. Nei primi tempi biblici, l'idea dell'aldilà era quantomeno lugubre. Nei libri della Genesi, 1 Re, Salmi e Giobbe, per esempio, viene scritto che tutti i morti, sia i giusti che i dannati, venivano condotti in un oscuro luogo chiamato Sheol, un luogo moralmente neutrale analogo all'ades della mitologia dell'antica Grecia. Nel libro della Genesi, troviamo scritto che quando Giacobbe credette che suo figlio Giuseppe era morto, disse:

"Io scenderò, facendo cordoglio, dal mio figliuolo, nello Sheol" (37:35).

Nel secondo secolo A.C., quando le scritture ebraiche furono tradotte in greco, la parola sheol fu sostituita con ades, e i due concetti divennero uno nella concezione popolare. Più tardi, in qualche parte del Giudaismo e nel Cristianesimo si è cominciato a credere nella risurrezione finale dei morti, e così l'ades divenne una residenza temporanea delle anime dannate- mentre i giusti stavano nella santità celeste in attesa della risurrezione del corpo. Nei primi insegnamenti cristiani, dopo il giudizio finale, i condannati finivano nell'inferno di fuoco chiamato gehenna, una parola greca riguardante la desolata Valle di Hinnom, situata a sud di Gerusalemme, dove venivano gettati i sacrifici umani agli dèi canaaniti e in essa vi era un fuoco continuo. Nel libro della Rivelazione (l'Apocalisse) vi è scritto che "Se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" (20:15) a fianco di Satana.

Nelle Bibbie inglesi le varie differenze tra sheol, hades e gehenna non sono presenti in quanto per tradurre questi tre termini si è usato semplicemente la parola "inferno".

In alcuni passaggi del Nuovo Testamento ci sono terribili descrizioni dell'inferno come un luogo di "pianto e stridore di denti" dove "il verme non muore e il fuoco non si estingue mai". E il teologo latino del quarto secolo Geronimo supponeva che fosse un luogo di tormento sensoriale. "Dovremmo piangere per la morte, ma solo per coloro che finiscono nella Gehenna e per la cui punizione il fuoco brucia eternamente", così scrisse.

Nel corso della storia si sono sviluppate molte teorie sull'Inferno: Origene d'Alessandria e Gregorio di Nissa lo consideravano un luogo di sofferenze spirituali causate dal rimorso e dalla separazione da Dio. Agostino d'Ippona riteneva che le sofferenze fossero sia spirituali che sensoriali - punto di vista che anche ai giorni nostri gode di molto credito.

Anche sulla durata della condanna ci sono diverse opinioni: Origene supponeva che anche il peggiore dei peccatori prima o poi sarebbe stato riabilitato e avrebbe trovato infine la via del paradiso. Questa teoria è stata smentita dal Concilio di Costantinopoli del 543 e oggigiorno ci sono teologi che ritengono che alla fine i peccatori verranno annichiliti, mentre altri pensano che i tormenti non avranno fine.

Nel 14. secolo l'Inferno fu raffigurato anche nella letteratura grazie a Dante e alla sua Divina Commedia. Due secoli dopo, i leader della Riforma Protestante, Lutero e Calvino, considerarono l'Inferno come un luogo reale, i cui tormenti nel fuoco erano simbolici. Essi dicevano che la peggiore agonia era dovuta al terrore e alla assoluta separazione eterna da Dio.

Nel diciassettesimo e diciottesimo secolo il Westminster Larger Catechism dichiarava che le agonie dell'Inferno toccavano sia l'anima che il corpo, mentre la teoria di Origene secondo la quale tutti alla fine saranno salvati ebbe sempre più consensi.
Il ventesimo secolo ha portato alla quasi totale morte dell'Inferno. Deriso dagli intellettuali e accantonato dai predicatori, i quali hanno preferito toccare temi più elevati, la minaccia di un luogo di condanna dopo la morte degli impenitenti in un eterno lago di fuoco è completamente sparita a partire dagli anni '60. E sebbene siano in molti a credere all'esistenza dell'Inferno, quasi nessuno ritiene di essere condannato ad andarci.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, aggiornato nel 1992, sostiene che la maggiore punizione dell'Inferno consiste nella separazione da Dio e questo stato di auto-esclusione viene chiamato "Inferno". In esso non si fa nessun riferimento ai versetti del Nuovo Testamento che parlano di "fuoco eterno" ed è per questo che il Papa ha sentito recentemente il bisogno di specificare che queste parole hanno un significato simbolico e devono essere correttamente interpretate.

Il Papa ha aggiunto che il pensiero dell'Inferno non deve creare ansietà, ma bensì esso è qualcosa che serve a rammentarci la libertà. E' molto cambiato il punto di vista della teologia cristiana negli ultimi 150 anni: mentre prima si leggevano le Scritture in modo pressoché letterale, oggi la teologia tenta di spiegare la Bibbia attraverso la psicologia e i simbolismi.

Il Reverendo Thomas Reese spiega che nei primi secoli del Cristianesimo era necessario spiegare l'Inferno attraverso le immagini delle fiamme, perché altrimenti la gente non sarebbe stata impressionata dalle semplici esperienze psicologiche come la solitudine.
"Il fatto che la visione relativa all'Inferno è così cambiata, ha aggiunto il Rev. Reese, non significa che la Chiesa sia diventata più tollerante o accondiscendente, ma è il frutto del processo di sviluppo dottrinale che fa parte della tradizione della chiesa sin dall'inizio". Happel ha detto che la chiesa deve interpretare le Scritture alla luce del contesto contemporaneo.

Questo non significa che non vi sia più nessuno a credere all'Inferno come un luogo di fuoco letterale ed agonia. Questo è dopotutto il pensiero dominante delle chiese evangeliche protestanti e di alcuni conservatori cattolici. Mohler del Southern Baptist seminary spiega che "noi non celebriamo l'Inferno, ma semplicemente ne parliamo perché sono le Scritture a parlarne". Tim Keller, pastore presbiteriano di New York, specifica che per predicare le buone notizie (la grazia di Dio e il Suo amore), occorre predicare anche quelle cattive.

Anche tra coloro che credono nella realtà del fuoco, vi sono alcuni che non ritengono che le agonie saranno eterne. Questa teoria chiamata "annichilismo" suppone che chi avrà rigettato Dio sarà semplicemente estinto dal fuoco consumante dell'Inferno. La base di questo credo è da andare a ricercare su alcuni brani biblici: 2 Tessalonicesi 1:9 parla di eterna distruzione, mentre Apocalisse 20:14 parla di seconda morte per chi rifiuta Dio.

Per argomentare questa teoria, Pinnock nel Criswell Theological Review si chiede: "Come possono i cristiani credere che Dio possa essere così crudele e vendicativo da infliggere torture eterne alle sue creature? Un Dio che facesse così sarebbe più simile a Satana che a Dio." Alcuni studiosi specificano che il concetto dell'immortalità dell'anima è legato all'idea che avevano i Greci (specialmente Platone), mentre nella Bibbia troviamo scritto, per esempio, che Dio può distruggere l'anima e il corpo nell'Inferno (Matteo 10:28).

I difensori del punto di vista tradizionale, rispondono a questi argomenti che l'espressione "pianto e stridor di denti" sta a significare sofferenza e rimorso, sentimenti che non possono essere provati da chi è annichilito.
Altri pensatori teologici invece rigettano l'idea dell'Inferno come qualcosa di soprannaturale, poiché il vero Inferno si trova sulla terra (dall'Olocausto a Hiroshima). I fuochi dell'inferno sono quelli che bruciano nei cuori degli uomini quando si distruggono l'uno con l'altro.

Molti si chiedono se la minaccia dell'Inferno possa ancora spingere le persone alla virtù. Sia il Papa che i Protestanti più conservativi ritengono di sì. "Se non esiste Dio, né Paradiso, né Inferno, dice il Prof. Jerry L. Walls dell'Asbury Theological Seminary, "allora non vi sono persuasive motivazioni per essere morali". Reese inoltre osserva che parlare di punizione alfine di spingere le persone a fare il bene, può funzionare soltanto con persone ai primi livelli (tipo i bambini), mentre difficilmente funziona con gli adulti. In ogni caso ci sono momenti in cui si vorrebbe ammazzare qualcuno, ma tornando indietro ai primi livelli ci si frena. Ecco, se l'Inferno riesce a trattenerci dal fare il male, allora sia "benedetto l'Inferno".

Qualunque cosa sia, resta comunque il fatto che l'Inferno ha lasciato un'impronta importantissima nell'immaginario religioso. E sia che lo si immagini con il terribile fuoco o attraverso nuove interpretazioni, l'idea dell'Inferno resterà comunque viva nella mente delle persone come mezzo per ricordarsi della realtà del male e delle sue conseguenze.

Qualsiasi cosa si creda, la realtà è che l'INFERNO, in tutte le forme immaginate o teorizzate, significa la separazione da Dio e di conseguenza il più terribile evento che possa capitare ad un essere umano. L'INFERNO non era stato preparato per l'uomo, ma come luogo di punizione per Satana e i suoi angeli ribelli e quindi è ancora più sconsolante il fatto che molti uomini dovranno convivere con loro. Dio ha però preparato un altro posto per chi accetta la Sua Salvezza: IL REGNO DEI CIELI. Se è difficile descrivere l'Inferno, è impossibile rendere giustizia con parole al REGNO DEI CIELI per descriverlo. Esso deve essere sperimentato. Come sempre, la scelta della nostra destinazione è nelle nostre mani.

Nella parte precedente, abbiamo visto come diverse e discordanti opinioni sono state fatte a riguardo dell'Inferno. Ora, proviamo a vedere cosa dice la Parola su di esso. Farò un elenco dei principali riferimenti, giusto per avere un quadro della situazione. Ciò che segue è un estratto da un articolo di John Cooper.

 

Il Fuoco dell'Inferno è letterale:

"Ed egli, rispondendo, disse loro: Colui che semina la buona semenza, è il Figliuol dell'uomo; il campo è il mondo, la buona semenza sono i figliuoli del Regno; le zizzanie sono i figliuoli del maligno; il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell'età presente; i mietitori sono angeli. Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano col fuoco, così avverrà alla fine dell'età presente. Il Figliuol dell'uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d'iniquità, e li getteranno nella fornace del fuoco. Quivi sarà il pianto e lo stridor dei denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, oda (Matteo:13:37-43).

"Il regno de' cieli è anche simile ad una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni sorta di pesci; quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla. Così avverrà alla fine dell'età presente. Verranno gli angeli, toglieranno i malvagi di mezzo ai giusti, e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti." (Matteo 13:47-50).

Gesù non interpretava mai le sue parabole attraverso altre parabole, ma bensì per spiegare le sue parabole usava parole chiare a tutti. Anche se si considerasse il fuoco dell'Inferno come simbolico, bisogna ricordare che le parabole di Gesù erano preparate con cura. Egli usava descrizioni legate alle cose terrene, così da rendere comprensibili delle realtà altrimenti incomprensibili. Se Egli ha usato l'immagine del tormento eterno nel fuoco, significa che la realtà spirituale perlomeno sarà simile a questa descrizione, se non addirittura coincidente all'immagine presentata da Gesù.

Non è morte:

"E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni." (Apocalisse 19:20-21)

E' peggiore della morte:

"Ma a voi che siete miei amici, io dico: Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; ma io vi mostrerò chi dovete temere: Temete colui che, dopo aver ucciso, ha potestà di gettar nella geenna. Sì, vi dico, temete Lui." (Luca 12:4-5)

"E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare". (Marco 9:42)

"Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?" (Ebrei 10:28-29)

E' un luogo di tormento:

"E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà anch'egli del vino dell'ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell'Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne' secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome." (Apocalisse 14:9-11)

"E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli." (Apocalisse 20:10)

"E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli." (Matteo 25:41)

E' temuto dai demoni: " Ed ecco si misero a gridare: Che v'è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci?" (Matteo 8:29)

E' una distruzione senza fine: "In un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza" (2 Tessalonicesi 1:8-9)

"Ora, se la tua mano ti è occasione di peccato, tagliala; è meglio per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo, è meglio per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. E se l'occhio tuo ti è occasione di peccato, cavalo; è meglio per te entrare con un occhio solo nella vita, che averne due ed essere gettato nella Geenna del fuoco, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne". (Marco 9:43-48).

Non vi è fine: "Ma quanto ai codardi, agl'increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda." (Apocalisse 21:8).

Gli annichilisti usano spesso quest'ultimo versetto, oltre ad Apocalisse 20:14 per supportare la loro teoria dell'annicchilismo. Essi suppongono che "la seconda morte" è letterale, mentre il "fuoco dell'inferno" è simbolico. Comunque, l'evidenza suggerisce che "il fuoco" dovrebbe essere preso letteralmente, e la "seconda morte" simbolicamente. Dopotutto, non è la vita eterna.

A coloro che ritengono che la punizione eterna non è eterna, noi domandiamo: la vita eterna è eterna? Altre espressioni relative alla stessa condizione sono: "le tenebre di fuori" - Matteo 8:12 22:13 25:30, "la caligine delle tenebre" - 2 Pietro 2:17 e Giuda 13.

E' eterna la punizione?

Gli annichilisti citano Romani 6:23 per dimostrare che la morte è la fine di tutti i peccatori. Ma considera le implicazioni a questa teoria. Secondo loro, tutti i peccati, grandi e piccoli, meritano la stessa punizione. Ma Gesù insegnò che alcuni peccati erano più grandi di altri: "Gesù gli rispose: «Tu non avresti alcun'autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa»." (Giovanni 19:11)

Alcuni peccati saranno puniti maggiormente che altri: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove e fate lunghe preghiere per mettervi in mostra; perciò riceverete maggior condanna." (Matteo 23:14)

"E tu, o Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino al soggiorno dei morti. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa sarebbe durata fino ad oggi. Perciò, vi dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua». (Matteo 11:23-24)

" Il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se lo aspetta e nell'ora che non sa, e lo punirà severamente, e gli assegnerà la sorte degli infedeli. Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la sua volontà, riceverà molte percosse; ma colui che non l'ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, ne riceverà poche. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà." (Luca 12:46-48)

Ci sono evidentemente dei gradi di punizione

Non sappiamo ancora come spiegare in pratica questo concetto, comunque Dio non è parziale come i giudici terreni.

Gli annichilisti tendono a dimenticare che l'uomo non era originariamente inteso come essere mortale. Egli fu creato per l'eternità. Un giorno, tutti i morti torneranno in vita, ed alcuni verranno allora dannati:

"Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia." (Daniele 12:2)

"Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio." (Giovanni 5:28-29)

"Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco." (Apocalisse 20:11-15)

Gli esseri eterni (gli uomini) che commettono peccati contro un Essere Eterno commettono dei peccati eterni, che richiedono perciò una punizione eterna. Ed è per questa ragione che Gesù è dovuto venire per salvarci. La sua punizione, per la nostra salvezza, è effettivamente reale.

Nessun uomo può comprendere la serietà con la quale Dio vede il peccato. Egli è testimone di tutte le sofferenze causate dal peccato nella storia dell'umanità, ed Egli è un Dio d'amore. Immaginate per esempio un giusto giudice che è pure un amorevole nonno di una nipotina. Un giorno, egli deve giudicare il caso di un uomo accusato di violenza carnale ed omicidio di una bambina della stessa età della sua nipotina. Il giudice conosce le sofferenze provocate ai genitori, ai nonni, ai parenti, agli amici e alla bambina stessa. Il nonno amorevole, il quale è anche un giusto giudice, non avrà dubbi nel condannare il criminale al massimo della pena prevista. Non vi è perciò contraddizione tra la sua severità ed il suo amore. L'uno è la conseguenza dell'altro. Similmente, Dio punisce coloro che sono nel peccato. Ma Egli ha anche preparato una via d'uscita per i peccatori che si pentono e che si rifugiano in Cristo.

 

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna."
(Giovanni 3:16

 



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