logo -apocalypsesoon.org  
HOME

The Xcellent Files

Apocalypse soon media
Apocalypse soon media

Apocalypse soon - blog
Giorni Strani - blog
Giorni Strani - Archivio

Apocalypse soon - I Segni della Fine
I Segni della Fine



La Bibbia - CCCQD


Cristiano?
Ebreo?
Gentile?

Io Credo. Tu Credi?
Scopo
Ma perchè..?
Stato della Chiesa
Sorpresa
Culti e Sette
Parole Chiave
Orient Express
X files
Hi-Tech
New Age
Brave New World
La Chiesa Cattolica
Sei salvato?
Rock Cristiano?


Sondaggi
Contatto

L'UOMO SENZA OMBRA

Di Norbert Lieth
traduzione di Alessandro Valli

Destino e programma del prossimo futuro. – Nella storia di Abimelec troviamo paralleli sorprendenti con il nostro tempo. Nella sua persona e negli eventi dell'epoca, con e intorno a Israele, ci viene raffigurata un'immagine degli eventi anticristiani futuri. Abimelec è l'uomo senza ombra !

 

Iotam, essendo stato informato della cosa, salì sulla vetta del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Dio! Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che regnasse su di loro; e dissero all'ulivo: "Regna tu su di noi". Ma l'ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma il fico rispose loro: "E io dovrei rinunziare alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Poi gli alberi dissero alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma la vite rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio vino che rallegra Dio e gli uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Allora tutti gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi". Il pruno rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra; se no, esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano!"
(Gc. 9,7-15).

Una frase spesso ripetuta nel libro dei Giudici è: “In quel tempo non vi era un re in Israele” (Gc. 17,6; cfr. Anche cap. 18,1; 19,1; 21,25). Due volte leggiamo: “Ognuno faceva quello che gli pareva meglio” (Gc. 17,6; 21,25).

Questi semplici commenti ci rivelano già degli elementi profetici sugli ultimi duemila anni, fino al tempo presente del popolo ebraico. Israele viveva e vive anche oggi ancora senza Messia. In nessun altro posto, le conseguenze di questo comportamento (“Ognuno faceva quello che gli pareva meglio”) sono tanto chiare quanto in questa nazione, che non ha un punto di riferimento e nella quale ognuno sembra fare la sua politica, sia essa ortodossa, liberale, colonialista, di sinistra o di destra. Un proverbio dice: “Due ebrei = tre opinioni”.

Osea, nell'VIII secolo a.C. diceva del futuro di Israele: “I figli d'Israele infatti staranno per parecchio tempo senza re, senza capo, senza sacrificio e senza statua, senza efod e senza idoli domestici. Poi i figli d'Israele torneranno a cercare il SIGNORE, loro Dio, e Davide, loro re, e ricorreranno tremanti al SIGNORE e alla sua bontà, negli ultimi giorni.” (Os. 3,4-5). Questa profezia si è adempiuta nella storia d'Israele in modo evidente. Dopo il tempo di Gesù, il tempio fu distrutto, gli israeliti non avevano più un servizio di sacrificio, erano senza unità politica, senza re o principi. Questa situazione durerà finché il Signore non ritorni alla “fine dei giorni”, per portare loro la Sua salvezza. Il libro dei Giudici è caratteristico dell'epoca di Israele senza Messia. La storia di Abimelec illustra un esempio profetico della situazione di Israele “negli ultimi giorni”, e troviamo paralleli sorprendenti per la nostra epoca.

 

Come Abimelec giunse al potere

Abimelec era l'unico giudice biblico che si elesse re da solo. Egli era comunque stato eletto dal popolo, ma non chiamato né insediato o confermato da Dio.

1. Abimelec era figlio di una concubina di Gedeone (Gc. 8,31)
Il suo dominio tirannico cominciò là dove finiva la storia di Gedone e Israele cominciò ad abbandonare il suo Dio: “Dopo la morte di Gedeone, i figli d'Israele ricominciarono a prostituirsi agl'idoli di Baal e presero Baal-Berit come loro dio. I figli d'Israele non si ricordarono del SIGNORE, del loro Dio, che li aveva liberati dalle mani di tutti i nemici che li circondavano; e non dimostrarono nessuna gratitudine alla casa di Ierubbaal, ossia di Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.”

Israele, negli anni passati a partire dalla fondazione dello stato, il 14 maggio 1948, ha sperimentato continuamente l'intervento di Dio a suo favore. Nelle cinque guerre per l'esistenza, l'Eterno ha combattuto per il Suo popolo e ha sempre allontanato la mano dei suoi numerosi nemici. Alcuni uomini di governo israeliani erano in un certo senso dei credenti veterotestamentari. Le promesse bibliche relative alla nazione caratterizzavano la loro politica. Per esempio, Ben Gurion, all'atto della fondazione dello stato aveva detto : « Quando viene l'ora di Dio, nessuno può fermarla. » Anche Menachem Begin la pensava allo stesso modo. Isaak Shamir sembra abbia detto alla presenza di un gruppo di turisti cristiani : « Ci troviamo ancora nell'ombra, ma un giorno si adempirà Romani 9, 10 e 11 e Israele si rafforzerà con il suo Messia. »

Tuttavia, dall'epoca del Presidente dei Ministri Isaak Rabin Israele sembra allontanarsi sempre più da queste vedute e abbandonare i fondamenti della Bibbia nel suo agire politico. Rabin aveva già detto : « La Bibbia non è il nostro libro di riferimento. » Dall'inizio delle trattative di pace con Rabin, nessun Presidente dei Ministri d'Israele è durato più di una legislatura (né Rabin e Peres né Netanjahu e Barak). Chi decide oggi la politica in Israele ? « Baal-Berit » (cfr. Gd. 8,33) ! Gli israeliti si allontanano dalla Bibbia e si volgono a « Baal-Berit », facendone il loro Dio. Baal-Berit significa « Signore del patto » o « il potente del patto ».

Non è significativo degli ultimi anni di politica israeliana in cui si è cercato massicciamente di fare un patto con il loro « Dio » ? I governanti di Israele si poggiano sul potere dei patti che però falliscono continuamente. Pensiamo ad esempio al patto di Gaza-Gerico, al patto di Oslo, ai tanti vertici con sempre nuovi « patti di pace ». Anche fra Israele e l'UE dal giugno del 2000 esiste una specie di patto bilaterale. Quando Israele allora si allontanò da Dio, dimenticando l'aiuto divino ricevuto tramite Gedeone e volgendosi al « dio » del patto (Baal-Berit), Abimelec ebbe la strada preparata per giungere al potere. Questo evento ci mostra dove ci troviamo oggi.

La situazione aattuale in Israele, cioè il potere ottenuto tramite i patti, senza chiedere al vero Dio, preparerà la via all'Anticristo. Infatti, lui arriverà al potere proprio tramite un patto:

 

  • In Daniele 9,27 si parla di un patto settennale: « L'invasore stabilirà un patto con molti, per una settimana (=ovvero 7 anni). »
  • Il profeta Isaia parla di un patto con lo Sceol: « Voi dite : Noi abbiamo fatto alleanza con la morte, abbiamo fatto un patto con il soggiorno dei morti » (Is. 28,15).
  • Nella prima epistola ai Tessalonicesi leggiamo di un patto di sicurezza e di pace : « Quando diranno : Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta … » (I Tess. 5,3). Israele parlerà così quando avrà concluso un patto di protezione settennale con la potenza occidentale, ovvero con il suo capo, un patto che sarà però infranto dopo tre anni e mezzo. In tal modo, Israele vivrà la più grande catastrofe della sua storia, la comparsa di un moderno Abimelec.

2. Quattro ulteriori ragioni.
In Giudici 9,1-4 apprendiamo nuove cause che portarono alla presa del potere da parte di Abimelec. Illustrerò qui quattro punti fondamentali:

 

  • Abimelec si offre come re: « Abimelec, figlio di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e parlò a loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, e disse: Vi prego, dite ai Sichemiti, in modo che tutti odano: Che cos'è meglio per voi, che settanta uomini, tutti figli di Ierubbaal, regnino su di voi, oppure che regni su di voi uno solo? » (Gc. 9,1-2). Quest'uomo compare dal nulla con le sue argomentazioni equilibrate e logiche.

     

  • La motivazione più importante di Abimelec si basa sulla sua discendenza : « Ricordatevi ancora che io sono vostre ossa e vostra carne » (Gc. 9 ,2). Pertanto, l'Anticristo, secondo Daniele 11,36-37 sarà probabilmente di origine ebraica e dirà al suo popolo : « Sono ebreo come voi. » In Apocalisse 13,11, la « terra » da cui sorge la seconda bestia (Anticristo religioso), sta per Israele. In opposizione a essa c'è il « mare » da cui deriva la prima bestia (Anticristo politico, cfr. Ap. 13,1), un'immagine delle nazioni. Analogamente, in Zaccaria 11,16, il pastore malvagio (Anticristo religioso) viene suscitato « nel paese ».

     

  • Abimelec viene eletto « democratitcamente » : I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuore loro si inclinò a favore di Abimelec, perché dissero: È nostro fratello. Poi tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem.” (Gc. 9,3.6). Egli non si presentò come dittatore, non giunse al potere con un colpo di stato, ma ottenne il favore dei suoi conterranei.

     

  • Abimelec nel contempo fa un patto con Baal-Berit, il “signore dei patti”: “Gli diedero settanta sicli, che tolsero dal tempio di Baal-Berit, con i quali Abimelec assoldò gli avventurieri audaci che lo seguirono” (Gc. 9,4). Tramite questo “Dio” e il denaro ottenuto dal suo tempio, egli giunse al potere. L 'Anticristo ebreo sarà membro di un patto fra Israele e il futuro capo di governo occidentale (Roma). Quando l'Anticristo arriverà con una proposta logica e prometterà di prendere sotto controllo la difficile situazione fra Israele e i palestinesi, si acconsentirà con gioia alle sue proposte e si stringerà un patto con lui. Sarà però un patto con un dio straniero (il diavolo). Leggiamo quindi in Daniele 11,39: “Egli agirà contro le fortezze ben munite, aiutato da un dio straniero. Colmerà di onori quelli che lo riconosceranno (assoldando “avventurieri audaci”, (Gc. 9,4), li farà dominare su molti e spartirà fra loro delle terre come ricompensa.” Quando entrerà in scena il capo dell'occidente? Non lo sappiamo, ma ci sono già dei segnali in tal senso. Una famiglia credente rumena ci ha raccontato che in un documentario sui frammassoni trasmesso in televisione veniva intervistato uno dei massoni più importanti, chiamato Iancu. Si parlava anche della probabile riunione delle logge scozzesi e francesi. Alla fine della trasmissione, Iancu ha dichiarato: “Dobbiamo affrettarci perché non sappiamo se abbiamo ancora tempo sufficiente, visto che il gran re Pontifex è già alle porte.” Questa famiglia non ha capito a cosa si riferisse Iancu con tale affermazione, ma certamente è una cosa che dà da pensare.

3. Abimelec si presenta a Israele come Messia
Poiché gli uomini si attendevano da Abimelec, come loro “Messia), ma non da Dio, delle benedizioni, egli giunse al potere. Di ciò parla la seguente parabola: Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che regnasse su di loro; e dissero all'ulivo: "Regna tu su di noi". Ma l'ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma il fico rispose loro: "E io dovrei rinunziare alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Poi gli alberi dissero alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi". Ma la vite rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio vino che rallegra Dio e gli uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" Allora tutti gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi". Il pruno rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra!” (Gc. 9,8-15).I primi tre alberi non volevano diventare re perché altrimenti avrebbero perso determinati vantaggi. Quando gli uomini d'Israele volevano fare re Gedeone, egli disse loro : « Io non regnerò su di voi, né mio figlio regnerà si di voi ; il SIGNORE è colui che regnerà su di voi » (Gc. 8,23).

 

  1. L'albero di olivo è il simbolo messianico. Con il suo olio venivano unti re e sacerdoti ed era inoltre foriero di guarigione e di salute. L'albero di olivo è un'immagine delle benedizioni del Messia ma non del Messia stesso. Gesù è l'unto e la salvezza di Israele. Oggi in Israele si cerca salvezza ma non presso il Messia.

     

  2. I frutti dell'albero di fico in Israele erano parte importante dell'alimentazione. Esso rappresenta Gerusalemme e il tempio, il centro ovvero il cuore di Israele, la « città del gran Re » (Mt. 5,35). Ricordiamo della similitudine di Gesù, in cui Egli parlava di un albero di fico piantato nel mezzo di una vigna (Lc. 13,6ff.). Oggi si vuole ricostruire un tempio a Gerusalemme, che dev'essere la capitale indivisibile di Israele, ma non si cerca il Messia che costituisce la gloria del tempio. Si vuole avere ciò che solo Lui offre, senza cercare Colui che lo offre.

     

  3. La vite indica direttamente Gesù, che di Sé stesso diceva di essere la vera vite (Gv. 15,1). Nei sacrifici della mattina e della sera veniva offerto del vino (Es. 29,40-41), e durante la festa di Pasqua si beveva del vino. Il Nuovo Testamento si fonda sul sangue di Gesù Cristo, che Egli ha associato al vino della Pasqua. Si vuole la salvezza e anche qualcosa di nuovo, ma senza il Nuovo Patto che è fondato in Gesù (Lc. 22,20). Chi cerca la salvezza senza chiedere del Salvatore rimarrà deluso. I tre alberi sembra vogliono dire : « Non vogliamo diventare ii vostri re perché noi rappresentiamo benedizioni del vero Dio ma non del re. Il vostro Messia vuole essere il vostro re. Noi siamo solo ombre delle Sue benedizioni. » Così è anche oggi : l'umanità vuole che vada tutto bene. Il singolo vuol essere felice e sano e vivere una vita senza complicazioni. Cerca la vita eterna, vuole le benedizioni ma evita Gesù Cristo !

     

  4. Poiché gli israeliti allora non ricercavano Dio ma si discostavano da Lui, alla fine si rivolsero al « pruno » : « Allora tutti gli alberi dissero al pruno : Vieni tu a regnare su di noi. Il pruno rispose agli alberi : Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra ; se no, esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano ! » (Gc. 9,14-15). Questo pruno spinoso, che testimonia aridità e secchezza e non porta frutto, è pronto a diventare il loro re. Abimelec significa « mio padre è re ». Iotam, l'unico dei fratelli di Abimelec che riuscì a fuggire, applicò questa similitudine ad Abimelec. Iotam è come una voce dei centoquarantaquattromila segnati con il sigillo (cfr. Ap. 7,4 e segg.) o dei due testimoni (Ap. 11,3 e segg.), che inciteranno insieme Israele nel periodo della tribolazione : « Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Dio ! » (Gc. 9,7). Come Iotam, anche un resto di Israele riuscirà a sfuggire (cfr. Ap. 12,14).

 

Abimelec e i paralleli con l'Anticristo

Come mai in passato, il nostro mondo moderno si prepara all'era anticristiana sul piano politico, economico e religioso, tramite radio, cinema, televisione, giornali, riviste, libri di favole o giocattoli. Si incontra continuamente, in modo davvero inquietante, il numero 666. Oggi è un numero innoquo ma riconosciamo da esso dove va il nostro mondo e cosa già lo influenza.
Un esempio : alcune settimane fa, il quotidiano tedesco frankfurter Allgemeinen Zeigung riportava la notizia di una nuova fase della storia spaziale. Per la prima volta l'uomo occuperà in modo permanente una postazione nello spazio. Tre astronauti, un americano e due russi, si sono insediati in questa stazione internazionale per tenere occupata la prima stazione spaziale permanente. Il capo dell'ente spaziale americano NASA, dopo la potenza del razzo, ha dichiarato che esso riporta il numero di serie 666.

 

  1. È interessante, anzi molto significativo che il dominio del « pruno » (Abimelec), abbia inizio con la frase : « Allora tutti gli alberi dissero : Vieni tu a regnare su di noi. » (Gc. 9,14). Il Signore Gesù ha detto una volta in similitudine sugli ultimi tempi : ”Guardate il fico e tutti gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l'estate è ormai vicina. Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.” (Lc. 21,29-31). Il “fico” sta per Israele, con “tutti gli alberi” si intendono le altre nazioni. Alla “fine dei giorni” tutti gli alberi, secondo la mia comprensione cioè tutti i popoli del mondo occidentale, conferiranno il loro potere all'Anticristo politico e lo inviteranno a diventare loro re: “Essi hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia” (Ap. 17,13). Il prof. dott. Norbert Walter, economo capo della Deutsche Bank e attivo a livello internazionale (in cinquanta nazioni) e nei più disparati ambienti politici ed economici, ha dichiarato in una conferenza : « La globalizzazione economica necessita obbligatoriamente di un governo mondiale. La globalizzazione ha oggi sviluppato una dinamica propria che non può più essere fermata e crea problemi nuovi e irrisolti, risolvibili solo tramite un governo mondiale e globale. » Questi problemi spingeranno « tutti gli alberi » a scegliere un uomo forte al quale si sottometteranno : « Allora tutti gli alberi dissero al pruno : Vieni tu a regnare su di noi ! »

     

  2. Abimelec, il « pruno », va al governo tramite una bugia. Chiama gli uomini sotto la sua ombra (protezione) : « Il pruno rispose agli alberi : Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra » (Gc. 9,15). Si tratta di una menzogna perché l'ombra di un pruno è scarsa o inesistente. Abimelec è l'uomo senza ombra, un'immagine dell'Anticristo, presso il quale non sarà altresì possibile trovare ombra. Egli rappresenta pertanto tutto il contrario di Dio, del Quale è scritto : « Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente » (Sl. 91,1). Oppure : « O Dio, com'è preziosa la tua benevolenza ! Perciò i figli degli uomini cercano rifugio all'ombra delle tue ali ! » (Sl. 36,8). E il Signore Gesù ha detto : « Gerusalemme, Gerusalemme … Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali ; e voi non avete voluto ! » (Mt. 23,37). « Io sono venuto nel nome del Padre moi, e voi non mi ricevete ; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete » (Gv. 5,43). L'ombra è anche un'immagine di protezione e sicurezza in Dio. Nel salmo 2,12 sta scritto : « Beati tutti quelli che confidano in lui. » Là dove si abbandona il vero Dio, qualcun altro offre la sua ombra. L'Anticristo offrirà protezione e sicurezza, ma darà invece il contrario. Presto Israele e tutto il mondo grideranno : « Guai a noi, perché il giorno declina, e le ombre della sera si allungano » (Ger. 6,4). Sotto quale ombra vive Lei ? In questo mondo ci sono così tante offerte a cui gli uomini si rivolgono, credendo di poter stare bene e ricevere aiuto. Dopo un po' di tempo però ci si accorge che si ottiene tutto il contrario e si perde la vita che si cercava. Perciò : venga a Gesù Cristo, all'ombra della Sua croce ! Solo presso di Lui si trova autentica vita eterna !

     

  3. Invece di donare fresca ombra, Abimelec porta fuoco dal cielo : « Il pruno risponde agli alberi : … se no, esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano ! » (Gc. 9,15). In Apocalisse 13,13 leggiamo dell'Anticristo, l' «altra bestia » : « E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. » Elia poté far scendere fuoco dal cielo (II Re 1,10), e il Signor Gesù a Pentecoste fece scendere lo Spirito Santo che è comparso sotto forma di fiammelle (Atti 2,3). L'Anticristo cercherà di imitare questi segni ma si presenterà come profeta e messia, cosa che in realtà non è. Il Signor Gesù aveva già avvertito della comparsa di falsi messia e falsi profeti (Mt. 24,5.11.24). Hanno cercato ombre rinfrescanti ma hanno trovato il calore del fuoco. Israele uscirà dalla protezione dell'ombra divina e finirà nell'influenza dell'uomo senza ombra !

     

  4. Il „pruno“ di Abimelec rappresenta un parallelo anticristiano al pruno di Dio. In Esodo 3,2 leggiamo: „L'angelo del SIGNORE gli apparve in una fiamma di fuoco, in mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava.“ Dio ha rivelato in quel luogo a Mosè la redenzione per Israele. Nella storia del pruno Egli, e più tardi Gesù, ricollega le tre personalità di Abraamo, Isacco e Giacobbe. Egli è l'Iddio dei viventi. In tal modo rende chiaro che il suo patto con i padri d'Israele ha una durata eterna e non scadrà mai (Es. 3,6; Lc. 20,37-38). Abimelec fa tutto il contrario: si presenta simile a Dio nel pruno. Così diventa un'immagine dell'Anticristo, che sedurrà e affliggerà Israele. La menzogna peggiore è quella che si avvicina di più alla verità! Il fuoco di Dio non consumava il pruno. Il fuoco del pruno di Abimelec invece era consumante e bruciò gli abitanti di Sichem.

     

  5. Abimelec viene proclamato re presso una quercia del monumento (in altre traduzioni si parla di „terebinto“): „Poi tutti i sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem“ (Gc. 9,6). Questa quercia del monumento è uno specchio della croce del Golgota, l'albero della vita. Per la Babilonia anticristiana degli ultimi tempi, il re Nebucadnetsar era già un'immagine profetica. Daniele gli disse allora: „L'albero che il re ha visto e che era diventato alto e robusto al punto che la sua altezza giungeva al cielo ed era visibile dalle estremità della terra; l'albero dal fogliame bello, dal frutto abbondante in grado di nutrire tutti, sotto il quale si riparavano le bestie dei campi e tra i cui rami abitavano gli uccelli del cielo, sei tu, o re!“ (Dan. 4,20-22). I parallelismi al riguardo si trovano nell'ultimo libro della Bibbia in cui vediamo che quest'“albero“ simboleggia l'ultima Babilonia anticristiana: „Egli gridò con voce potente: È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso“ (Ap. 18,2-3).

     

  6. Anche la morte di Abimelec, che uccise i suoi settanta fratelli e tanti altri in Israele, è un'immagine della Babilonia degli ultimi giorni: „Ma una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio. Così Dio fece ricadere sopra Abimelec il male che egli aveva fatto contro suo padre uccidendo i suoi settanta fratelli. Dio fece anche ricadere sul capo degli uomini di Sichem tutto il male che avevano fatto; e su di loro si compì la maledizione di Iotam, figlio di Ierubbaal“ (Gc. 9,53.53-57). Analogamente, in Apocalisse 18,21.24 è scritto: „Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una grande macina, e la gettò nel mare dicendo: Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la grande città, e non sarà più trovata. … In lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi uccisi sulla terra.“

     

  7. Il fatto che il patto di Abimelec fosse stato concluso proprio a Sichem, secondo la mia comprensione ha anche un significato profetico: „Poi tutti i Sichemiti me tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem“ (Gc. 9,6). Sichem è oggi la città di Nablus, circondata da continui conflitti da parte palestinese. In essa si trovano i pozzi di Giacobbe. Già Geroboamo, decaduto dalla casa di Davide, fece di Sichem la controparte di Gerusalemme e la elesse a sua residenza. Proprio a Sichem, presso una quercia, si insediò Abraamo, e lì gli apparve il Signore: „Giunsero così nella terra di Canaan, e Abramo attraversò il paese fino alle località di Sichem, fino alla quercia di More. In quel tempo i cananei erano nel paese. Il SIGNORE apparve ad Abramo e disse: Io darò questo paese alla tua discendenza. Lì Abramo costruì un altare al SIGNORE che gli era apparso“ (gen. 12,6-7). È forse un caso che Abimelec rappresenti l'opposto di Abraamo? Sicuramente, in questo contesto, non è neanche casuale che Abimelec sia un nome filisteo. Il re dei filistei a Gerar (Gaza) si chiamava anche lui Abimelec (Gen. 20,1-3; 26,1). Abraamo era caduto proprio lì e anche Isacco. Sembra davvero che anche Israele minacci oggi di cadere lì a causa dei palestinesi.

Le conseguenze del dominio tirannico di Abimelec

  1. Abimelec uccise i suoi fratelli in modo orribile: „Egli andò alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, settanta uomini, figli di Ierubbaal; ma Iotam, figlio minore di Ierubbaal, scampò perché si era nascosto“ (Gc. 9,5).

     

  2. I cittadini di Sichem, che lo portarono al potere, furono uccisi subdolamente da Abimelec: „Abimelec e tutta la gente che era con lui si alzarono di notte e si appostarono nei dintorni di Sichem, divisi in quattro schiere. Egli prese allora la sua gente, la divise in tre schiere e fece un'imboscata nei campi; e quando vide che il popolo usciva dalla città, mosse contro di loro e ne fece strage. Poi Abimelec e la gente che era con lui corsero avanti e vennero a porsi all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su tutti quelli che erano nei campi e ne fecero strage. Abimelec attaccò la città per tutta la giornata, la prese e uccise la gente che vi si trovava; poi spianò la città e vi sparse sopra del sale“ (Gc. 9,34.43-45).

     

  3. Molti sperarono di riuscire a nascondersi nel torrione del tempio del „dio“ Berit. Ma Abimelec incendiò il tempio e tutti quelli che vi erano rifugiati morirono in modo orribile: „Tutti gli abitanti della torre di Sichem, udito ciò, si ritirarono nel torrione del tempio di El-Berit. Fu riferito ad Abimelec che tutti gli abitanti della torre di Sichem si erano radunati lì. Allora Abimelec salì sul monte Salmon con tutta la sua gente che era con lui; prese una scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e se lo mise sulla spalla; poi disse a quelli che erano con lui: Quello che mi avete visto fare fatelo presto anche voi! Tutti tagliarono dei rami, ognuno il suo, e seguirono Abimelec; posero i rami contro al torrione e lo incendiarono con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne“ (Gc. 9,46-49). L'Anticristo, durante il suo regno del terrore, ingannerà e ucciderà subdolamente tante persone in Israele: „Alla fine del loro regno, quando i ribelli avranno colmato la misura delle loro ribellioni, sorgerà un re dall'aspetto feroce, ed esperto in intrighi. Il suo potere si rafforzerà, ma non per la sua propria forza. Egli sarà causa di rovine inaudite, prospererà nelle sue imprese, distruggerà i potenti e il popolo dei santi“ Dan. 8,23-24). E proprio il patto che avevano stipulato con „Baal-Berit“ li condannerà. Un parallelismo neotestamentario si trova nella prima epistola ai Tessalonicesi: „Quando diranno: Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno“ (1 Tess. 5,3). Iotam ammonì i cittadini di Sichem: „Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Dio!“ (Gc. 9,7; cfr. Ap. 18,4).

La fine di Abimelec

„Poi Abimelec andò a Tebes, la cinse d'assedio e se ne impadronì. Ma in mezzo alla città vi era una forte torre, dove si rifugiarono tutti gli abitanti della città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul tetto della torre. Abimelec, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta per appiccarvi il fuoco. Ma una donne gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio. … Dio fece anche ricadere sul capo degli uomini di Sichem tutto il male che avevano fatto; e su di loro si compì la maledizione di Iotam, figlio di Ierubbaal“ (Gc. 9,50-53.57). Abimelec regnò tre anni su Israele (Gc. 9,22), poi fu giustiziato da Dio. Sappiamo che il regno dell'orrore dell'Anticristo durerà tre anni e mezzo, prima di essere interrotto dal Signore.

Iotam significa „Yahwé è perfetto“. L'onnipotente e perfetto Dio interverrà dall'alto al momento giusto e preserverà il Suo popolo dal declino. La macina caduta su Abimelec ci ricorda la profezia del libro di Daniele: „Mentre guardavi, una pietra si staccò, ma non spinta da una mano, e colpì i piedi di ferro e d'argilla della statua e li frantumò. … Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto e che non cadrà sotto il dominio d'un altro popolo. Spezzerà e annienterà tutti quei regni, ma esso durerà per sempre, proprio come la pietra che hai visto staccarsi dal monte, senza intervento umano, e spezzare il ferro, il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro. Il gran Dio ha fatto conoscere al re quello che deve avvenire d'ora in poi. Il sogno è vero e sicura è la sua interpretazione“ (Dan. 2,34.44-45).

Il Signore Gesù ha detto: „Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà (Mt. 21,44). Il grande, onnipotente e perfetto Iddio, il Messia d'Israele, verrà dal cielo ad adempiere l'ultima profezia. Schiaccerà il regno anticristiano e instaurerà un regno perfetto di giustizia e di pace, così come è scritto: „Giacché gli hai dato autorità su ogni carne …“ (Gv. 17,2). E: „Perciò così parla il Signore, DIO: „Ecco, io ho posto come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido; chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire““ (Is. 28,16).

Allora Israele troverà pace, sicurezza e tranquillità all'ombra delle Sue ali e all'ombra della Sua croce. E Dio stipulerà un nuovo „patto di pace“ eterno con loro (cfr. Ez. 37,26).Osea profetizza su questo tempo di benedizioni: „Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo crescere il grano e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino del Libano“ (Os. 14,7). Allora Israele dirà: „Qual è un melo tra gli alberi del bosco, tal è l'amico mio fra i giovani. Io desidero sedermi alla sua ombra, il suo frutto è dolce al mio palato“ (Ca. 2,3).

Abimelec fece un patto presso un albero antidivino (Gc. 9,6); abbiamo anche letto di un albero dell'ultima Babilonia anticristiana. Gesù invece è l'albero della vita; la Sua croce dà perdono perfetto a Israele. Come immagine di ciò, leggiamo nell'ultimo libro della Bibbia sul nuovo paradiso: „In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l'albero della vita. Esso dà dodici raccolti all'anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni“ (Ap. 22,2).

Fino ad allora, c'è ancora un tratto di strada da percorrere. Oggi vediamo che cala la sera della storia della salvezza sul nostro mondo e le ombre si allungano sempre più. L'Anticristo forse è già alle porte. Ma quando la notte sarà al massimo delle tenebre, sorgerà il sole della giustizia, con potenza e splendore: Gesù Cristo ritornerà! Prima, però, Egli apparirà come „stella del mattino“ per rapire la Sua chiesa! Per questo è necessario confidare solo in Gesù Cristo, edificare solo su di Lui e non seguire altri che Lui. Vogliamo prendere a cuore il consiglio di Iotam e ascoltare la parola divina trasmessa dai profeti biblici, affinché anche Dio ascolti noi, quando Lo invocheremo.

Sicuri segni dei tempi indicano con potenza,
che in tutti i campi irrompe la notte tenebrosa.
Si diffonde il presagio che non sia lontano il giorno
in cui splenderà regalmente la chiara stella del mattino.
Maranatà! Il nostro Signore viene!

 



up