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Lo sceicco anti-terrorista e pro Israele

Sono pochi i mussulmani che in questi giorni hanno il coraggio di sostenere Israele e di condannare il terrorismo. Lo sceicco Abdul Hadi Palazzi, eminente imam, professore e co-fondatore e vice-portavoce dell'Alleanza Islam-Israele nonché leader della Comunità Islamica in Italia è un'eccezione.

Recentemente ha rilasciato un'intervista a Jamie Glazov, editore del sito FrontPageMagazine.com, il quale ci ha concesso il permesso di ripubblicare i commenti del Prof. Palazzi. Eccone alcuni estratti.

PALAZZI : Israele esiste per diritto divino, così come confermato sia dalla Bibbia che dal Corano. Anche nel Corano infatti viene garantita la terra di Israele per i figli di Israele con l'ordine datogli da Dio di stabilirsi su quel territorio (Sura 5:21); inoltre troviamo scritto che prima degli Ultimi Giorni Dio stesso ridarà possesso della loro terra ai figli di Israele, raccogliendoli da diverse nazioni (Sura 17:104). Di conseguenza, quando un mussulmano obbediente al Corano si oppone allo Stato di Israele è come se si opponesse ad un decreto divino.

Tutte le volte che gli arabi hanno combattuto contro Israele hanno patito umilianti sconfitte. Ribellandosi alla volontà di Dio nel fare la guerra ad Israele, gli arabi hanno di fatto combattuto contro Dio. Essi hanno ignorato il Corano e Dio li ha puniti. Purtroppo non avendo imparato nulla dalle sconfitte, gli arabi vogliono ottenere attraverso il terrore ciò che non sono stati in grado di ottenere con la guerra: la distruzione dello Stato di Israele. Il risultato è però prevedibile. Così come sono stati sconfitti in passato, gli arabi continueranno ad essere sconfitti.

Nel 1919, Emir Feisal (leader della famiglia Hashemita, famiglia del profeta Maometto) raggiunse un accordo con Chaim Weizmann per la creazione di uno stato ebraico e di un regno arabo avente il fiume Giordano come confine. Emir Feisal scrisse: "Noi consideriamo gli arabi e gli ebrei come cugini di razza, poiché entrambi hanno sofferto simili oppressioni da parte di poteri più forti di loro, e grazie ad una felice coincidenza sono stati entrambi capaci di fare il primo passo verso il compimento delle proprie identità nazionali. Gli arabi, in particolar modo quelli cresciuti tra noi, guardano con grande simpatia al movimento sionista."

Ai tempi di Feisal, nessuno considerava la creazione dello Stato di Israele e l'amicizia per il Sionismo come elementi contrari all'Islam. Neppure i leader arabi contrari agli accordi Feisal-Weizman hanno mai condannato questi accordi usando argomentazioni legati all'Islam. Sfortunatamente essi non sono mai entrati in vigore, in quanto la Gran Bretagna si oppose alla creazione del regno arabo e scelse di dare sovranità all'Arabia ai discendenti della casa Saudita.

Quando i Sauditi cominciarono a governare su un regno ricco di petrolio investirono parte della propria ricchezza nel mondo wahhabita. Il Wahhabismo è un culto totalitario basato sul terrore, sul massacro dei civili e sulla guerra permanente contro gli ebrei, i cristiani e tutti i mussulmani non wahhabiti. L'influenza del Wahhabismo nel mondo arabo contemporaneo è tale da aver persuaso molti arabi mussulmani che si può essere buoni mussulmani solamente odiando Israele e sperando nella sua distruzione.

Non a caso, in tutti quegli stati nei quali il Wahhabismo non ha attecchito, questa idea non ha preso piede. In Canada è stata fondata recentemente un'organizzazione chiamata "Mussulmani per Israele". Un giornalista mussulmano proveniente dal Canada riferisce che molti mussulmani gli hanno rivelato di sostenere e condividere la sua campagna pro Israele ma allo stesso tempo gli hanno confessato di aver paura a dirlo apertamente. Lo stesso capita a me.

Al-Qaida è un'organizzazione saudita, creata dalla Casa di Sa'ud, fondata coi profitti dei petrodollari della Casa di Sa'ud, la quale ha finanziato atti di terrore contro l'Occidente e il resto del mondo.

GLAZOV : Dove va a finire l'anima dei kamikaze suicidi?

PALAZZI : Tutti coloro che muoiono commettendo peccati capitali quali il suicidio e l'omicidio finiranno nelle fiamme dell'inferno, tranne quelli che si sono pentiti prima che la morte li abbia colti. Nell'Islam, sia l'omicidio che il suicidio sono peccati capitali e su questo punto nessun mussulmano può avere dubbi o fingere ignoranza. Tutti i mussulmani sanno benissimo che il suicidio e l'omicidio sono fermamente vietati dall'Islam, così come sanno che le preghiere quotidiane sono cinque, che il mese del digiuno è il Ramadan, che la destinazione del pellegrinaggio è la Mecca, ecc.

Di conseguenza, quando qualcuno compie un atto suicida pensando erroneamente che questo atto è in armonia con l'Islam, in realtà dimostra di non avere una corretta conoscenza dottrinale della fede e inoltre muore senza avere il tempo di pentirsi; pertanto chi compie queste azioni dimorerà eternamente nel fuoco dell'inferno e non verrà mai ammesso in cielo.

 


 

Un confronto tra Susan Rosenbluth e l'Imam Abdul Hadi Palazzi

ROMA, 18 Settembre 1998, Root & Branch:

SUSAN ROSENBLUTH:
Se ho ben capito lei sostiene che i sentimenti antiebraici espressi dai leader islamici del Medio Oriente non hanno in realtà motivazioni religiose, bensì politiche.

IMAM PALAZZI:
Questo è esattamente il mio punto di vista ed è confermato dal fatto che l'antigiudaismo islamico ha origini piuttosto recenti. Omar fece cessare l'editto romano che vietava ai giudei di entrare a Gerusalemme, il califfo Ummayad fece costruire una sinagoga a Cordoba e Salahu-d-Din, dopo la sconfitta dei Crociati, scrisse ai leader ebraici: "Il vostro esilio è terminato. Chiunque vorrà ritornare sarà il benvenuto." Il re Faysal dell'Iraq espresse apertamente la sua simpatia nei confronti del movimento sionista, mentre il re Abdullah di Giordania fu obbligato dagli altri leader arabi a far la guerra a Israele.

SUSAN ROSENBLUTH:
Il Wakf Palestinese-Arabo recentemente ha affermato che il Muro Occidentale (Kotel) non è un luogo santo ebraico, bensì il luogo dove il Profeta legò l'animale oppure viene considerato come il muro che circondava la moschea mussulmana. Inoltre si è aggiunto che tutta Hebron dovrebbe essere governata dall'Autorità Palestinese e che agli ebrei non dovrebbe essere consentito di pregare nei luoghi dei Patriarchi. Queste affermazioni hanno un minimo fondamento coranico?

IMAM PALAZZI:
Tutte queste affermazioni fatte dai criminali dell'OLP sono ridicole e assurde. Il Kotel fu in effetti secondo la tradizione islamica il luogo dove al-Buraq fu legato, ma esso era già una parte esistente della struttura erodiana. I mussulmani non hanno mai pregato al cospetto di questo muro ed esso non ha mai avuto nessuna speciale rilevanza per l'Islam. Al contrario, tutti quanti sanno bene quanto questo muro sia importante per i fedeli giudei.

Tranne la Mecca, non esiste altro luogo santo dell'Islam che deve essere considerato vietato per i non mussulmani. Le fonti storiche dicono che il Profeta Maometto si incontrò con una delegazione di cristiani venuti da Najran alla Moschea di Medina e permise loro di celebrare il culto cristiano all'interno della Moschea, sebbene nel culto cristiano vi siano parole contrarie agli insegnamenti islamici (per esempio definire Gesù come Dio).

Non vi è nulla nella celebrazione ebraica che possa offendere i mussulmani e nessuna legge islamica vieta agli ebrei di pregare a Haram al-Sharif/Har Habayyit (il Tempio del Monte), nelle Grotte di Machpela o in altri luoghi sacri dell'Islam. Ogni volta che incontro qualcuno che la pensa diversamente su questi temi, gli domando di citarmi una singola fonte d'autorità islamica che dimostri la veridicità delle loro dichiarazioni. Fino ad ora non me ne è stata detta neppure una.

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LA BIBBIA AFFERMA:

"In quel giorno, ci sarà una strada dall'Egitto in Assiria; gli Assiri andranno in Egitto, e gli Egiziani in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore con gli Assiri. In quel giorno, Israele sarà terzo con l'Egitto e con l'Assiria, e tutti e tre saranno una benedizione in mezzo alla terra. Il Signore degli eserciti li benedirà, dicendo: «Benedetti siano l'Egitto, mio popolo, l'Assiria, opera delle mie mani, e Israele, mia eredità!» (Isaia 19:23-25)

 


 

Lettera da un imam mussulmano

del Prof. Abdul Hadi Palazzi

Islam: "LETTERA DA UN IMAM MUSSULMANO A DUE FRATELLI MUSSULMANI: ISRAELE DOVREBBE DICHIARARE "NULLO E INVALIDO " L'ACCORDO DI OSLO

ROMA, 19 giugno 1998,
Vivo a Roma e sono un imam della Comunità Islamica Italiana. Mi considero un buon amico di Israele e sto cercando di fare del mio meglio per aiutare i mussulmani a liberarsi dall'antisionismo e di sviluppare un'attitudine positiva verso gli ebrei in generale e Israele in particolare.

Credo che gli arabi israeliani vivano in una condizione privilegiata: essi infatti sono gli unici arabi del Medio Oriente a vivere in uno stato democratico. E' più che evidente la differenza esistente tra il trattamento umano loro riservato in Israele e quello terribile che i "fratelli" arabi riservano ai rifugiati della "Palestina".

Io credo che "l'identità palestinese" sia qualcosa di totalmente artificiale; essa è stata creata come strumento propagandistico contro Israele. La cosa più strana è che, perlomeno in Europa, non ho mai sentito dire da nessun arabo proveniente dalla terra di Israele ("Palestina"): "Io sono un palestinese".

Forse ciò è dovuto al fatto che qui in Italia i fratelli arabi vivono in una democrazia, mentre nel Medio Oriente mussulmano ogni parola che esce di bocca viene monitorata dalle autorità dittatoriali arabe. Praticamente tutti gli arabi qui in Europa dicono: "Io sono un giordano, e grazie a Dio non ho nulla a che vedere con Arafat [Abdul Rauf el-Codbi el-Husseini] e la sua banda."

E' doveroso ricordare che il cosiddetto eroe dell'"indipendenza palestinese", Haj Amin al-Husseini (il filonazista Grand Mufti del Mandato britannico in Palestina), non disse mai che i "palestinesi" siano un popolo indipendente: tutte le sue dichiarazioni ufficiali affermavano che "la Palestina deve essere riconosciuta come parte integrante alla Siria".

Il vero "stato palestinese" è la Giordania e sia dal punto di vista linguistico, etnico, religioso, culturale non vi è nulla che possa essere identificato come "tipico palestinese" e nel contempo "non giordano".

Voi mi chiedete se sono a conoscenza che il regime dittatoriale giordano è ancora più corrotto di quello che esiste attualmente in "Palestina"". Precedentemente avevate scritto che l'Autorità Palestinese è il migliore dei governi arabi.

Onestamente, sono veramente sorpreso da queste dichiarazioni e mi domando davvero in quale mondo viviate. Dubito che attualmente al mondo esista un'organizzazione più corrotta e criminale dell'Autorità Palestinese. Arafat [Abdul Rauf el-Codbi el-Husseini] con il suo viaggio attorno al mondo a caccia di denaro per la causa "del popolo palestinese" ha nascosto degli immensi patrimoni nelle banche svizzere e del Kuwait, mentre gli arabi che vivono in Giudea in Samaria e a Gaza morivano di fame .

Non sapete che il leader dell'OLP è un criminale assetato di sangue e di denaro che ha ucciso migliaia di persone innocenti? Ignorate forse che migliaia di arabi sono stati macellati per il semplice fatto di aver testimoniato la propria amicizia verso Israele o per aver criticato "il boss"? Veramente non siete a conoscenza del fatto che dopo aver firmato una dichiarazione contro il terrorismo, gli "arafatiani" hanno continuato a lavorare mano nella mano coi terroristi di Hamas?

Se guardaste ai quotidiani di questi giorni vedreste come Feisal Husseini, un rappresentante di quello che voi definite come il "migliore dei governi arabi" abbia preso parte a Gaza delle cerimonie celebranti gli atti di terrorismo. Firmando gli Accordi di Oslo, Israele ha commesso il peggiore degli errori: ha legittimato una banda di assassini agli occhi dell'opinione pubblica mondiale. Il governo israeliano dovrebbe considerare Arafat [Abdul Rauf el-Codbi el-Husseini] un interlocutore dello stesso livello di Adolf Eichmann.

Uno stato palestinese sarebbe un disastro sia per gli israeliani che gli arabi. Gli israeliani perderebbero la loro sicurezza e gli arabi dovendo stare sotto un governo criminale perderebbero la loro libertà di parola. Poiché amo Israele, chiedo a Dio che lo protegga e possa aiutare i suoi leader a comprendere che la loro unica via di sopravvivenza è dichiarare nullo e vuoto l'accordo di Oslo.

Sinceramente vostro,
Prof. Abdul Hadi Palazzi
Roma, Italia
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Il Prof. Abdul Hadi Palazzi, di Roma, Italia, è un portavoce mussulmano della Root & Branch Association's Islam-Israel Fellowship, la quale incoraggia una positiva attitudine dei mussulmani nei confronti degli ebrei e di Israele basandosi su un riesame degli insegnamenti di Maometto così come rivelato dal Corano e dalla Hadith (tradizione orale islamica). Il dottor Asher Eder di Gerusalemme è l'aiuto portavoce ebraico della Islam-Israel Fellowship.

Il Prof. Palazzi è anche Segretario Generale dell'Associazione Mussulmani Italiani ed è imam (insegnante spirituale) della Comunità Islamica Italiana, oltre ad avere una laurea in Scienze Islamiche decretata dal Grand Mufti del Regno dell'Arabia Saudita.
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Aryeh Yosef Gallin, Presidente
Root & Branch Association, Ltd.
P.O.B. 8672, German Colony, 91086 Gerusalemme
Tel: 972-2-673-9013, Fax: 972-2-673-9012

 



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