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ATTACCO ALL'AMERICA

Pietro Arnese
Traduzione: Giovanni Cappellini, Paolo Jugovac

 7, 11, 2001

11 settembre 2001 U.S.A.

È successo l'inimmaginabile. Nemmeno le menti perverse degli sceneggiatori hollywoodiani avrebbero potuto immaginare qualcosa di raccapricciante come ciò che è avvenuto sul suolo americano l'11 settembre 2001.

Non ci sono parole per descrivere l'orrore. Una cosa tanto mostruosa sicuramente è stata generata negli abissi più profondi dell'inferno e ha trovato una casa nel cuore di uomini degenerati che, in maniera blasfema, credevano di rendere un servizio a Dio.

 

Fin da quei primi incancellabili momenti ho seguito vari resoconti e reazioni e, sfortunatamente, nessuno riesce a rappresentare la verità nella sua pienezza. Palestinesi che ballano per le strade, chat e bacheche virtuali americane che gridano vendetta, commenti ragionati, gente smarrita per le vie… immagini e notizie risuonano nelle teste di tutti, ma ancora nessuno riesce ad ammettere che sull'America incombesse una tragedia (o meglio, qualcuno ha detto qualcosa del genere, ma con un intento prettamente derisorio e in maniera compiaciuta).

Io amo l'America, sia ben chiaro. Credo che sia stata un simbolo di libertà sotto molti aspetti. Quando ero bambino, in Italia, l'America veniva vista come un Eldorado, come il mondo di Oz, una terra di forza e potenza, e la parola americano incuteva rispetto. Lo ricordo bene. Appena ebbi una possibilità di farlo, partii per l'America, e se le prime impressioni non erano proprio esatte, lo spirito di fondo era proprio quello. A Los Angeles, dove traslocai per diventare una rock star, riducendomi invece alla dipendenza dal sesso, dalla droga e dal rock'n'roll, fui raggiunto dalla ROCCIA (Gesù, per gli analfabeti biblici), che non solo mi ha salvato dalla morte spirituale e fisica, ma mi ha guarito il corpo e la mente. Avendo vissuto in diversi paesi, posso affermare con certezza che lo stile di vita americano, che è lontano dall'essere perfetto, è comunque il migliore che il mondo possa offrire: un luogo dove veramente non si nega a nessuno un posto al sole, se c'è volontà di impegnarsi. In Europa ci può essere un sistema migliore sul piano degli aiuti sociali ma, d'altro canto, la società è chiusa in un invisibile apparato di caste. Quando dico "migliore", non intendo tralasciare il fatto che l'America ha la sua buona parte di colpa nell'andamento delle cose sul piano generale: ma è così per ogni nazione. Almeno in America uno può dire ciò che pensa, e ci sono tutte le libertà necessarie per vivere una vita decente.

Quindi, non datemi del disfattista, o peggio, dell'antiamericano, perché proprio non lo sono.

 

Ho scritto su questo sito [www.apocalypsesoon.org] (e lo si può leggere nelle precedenti uscite archiviate online della rubrica STRANGE DAYS) che l'America ha perso quel posto all'ombra di Dio che le garantiva pace e sicurezza.

DIO: SÌ, DIO

La maggior parte della gente non vuole confrontarsi con il fattore Dio, e di conseguenza deve cercare le risposte alle sue domande in svariate direzioni. Obiettivamente, risulta scioccante e ha dell'incredibile che un'operazione terroristica di questa portata e così accurata possa essere stata messa in atto senza che le agenzie e gli uffici preposti abbiano ricevuto la benché minima informazione in merito. E questo nonostante i vari Echelon, Carnivore, le telecamere negli aeroporti e i vari sistemi di prevenzione. E malgrado tutti i soldi spesi in questi sistemi, che nella pratica si sono rivelati del tutto inutili, almeno per questa tragedia. In Europa la gente si chiede in che modo una cosa del genere sia potuta accadere nei cieli d'America, considerati i più sicuri della terra. Nei paesi arabi molti sostengono che questa è la ricompensa che l'America ottiene per il suo appoggio a Israele nel conflitto coi palestinesi in Medio Oriente.

SIA BEN CHIARO: NIENTE, ASSOLUTAMENTE NIENTE PUÒ GIUSTIFICARE QUESTO ORRORE, FRUTTO DI MENTI DIABOLICHE E MALATE. CHI, AMERICANO E NON, CERCASSE DI MINIMIZZARE O GIUSTIFICARE IN MANIERA SUBDOLA QUEST'ATTO TERRORISTICO, E' CORRESPONSABILE CON CHI L'HA PORTATO A TERMINE.

 

La scia di sangue sembra far capo a Osama bin Laden (Usama bin Muhammad bin Laden). Io non lo so, e sebbene non potremo mai sapere se lui è il reale mandante delle squadre della morte, senza dubbio Osama bin Laden è il leader ispiratore, la guida silenziosa e il soggetto moralmente responsabile della strage.

Osama Bin Laden

Se potessimo dare un volto a Satana, certamente quello di Osama bin Laden sarebbe adatto allo scopo. Questa persona, che ha ringraziato il suo dio per tutti gli americani che sono stati assassinati, ha dichiarato guerra al mondo occidentale, e all'America in particolare. In fondo a quest'articolo si può leggere una dichiarazione che ha rilasciato non troppo tempo fa [in inglese]

MA la dura verità che l'America deve affrontare è che essa ha abbandonato i suoi legami con il Dio che l'ha benedetta nel corso della sua esistenza. Qualcuno potrebbe chiedere - "cosa dici? L'America non è forse una nazione cristiana? L'America non ha le più grandi chiese cristiane, le più grandi TV evangeliche, i principali predicatori e missionari?" Io rispondo: no, l'America ha voltato le spalle a Dio.

 

Il declino morale di questa nazione è evidente a tutti coloro che ancora hanno una mente capace di ragionare. I cambiamenti che da 25 anni avvengono in questa nazione sono inauditi. Mi dica qualcuno perché Dio dovrebbe stendere la sua protezione (che vale infinitamente più dei vari Echelon, Carnivore, arsenale atomico, flotta aerea, esercito e marina messi insieme) a una nazione che lo ha letteralmente buttato fuori a calci dalla vita pubblica e privata, nel nome di un insieme distorto di valori, nel nome di un liberalismo auto-suicida e nel nome di una pretesa "correttezza politica", qualunque cosa questo significhi?

Lasciatemi enumerare i modi in cui l'ha fatto: preghiera pubblica, aborto, immoralità sessuale di tutti i tipi, pornografia, "intrattenimenti" immorali e blasfemi, "cultura" degenerata, "arte" rivoltante, avidità, violenza, abusi su minori… devo continuare? Perché Dio dovrebbe proteggere una nazione che permette che la memoria di Suo Figlio sia lordata dalla rappresentazione teatrale "Corpus Christi", oscena e blasfema, o da un film come "L'ultima tentazione di Cristo", o da "opere d'arte" come crocefissi immersi nell'urina o immagini della vergine Maria immersa nel letame d'elefante? Proprio la scorsa settimana ho letto che le grandi reti televisive americane stanno preparando una nuova stagione di spettacoli televisivi che infrangeranno tutti i tabù ancora rimasti (pochi, a dire il vero). Nel sommario si affermava che le reti televisive permetteranno di offendere Dio, letteralmente, una cosa mai permessa prima da una rete nazionale. Perché Dio dovrebbe proteggere questo? Del sindaco di New York, al quale va in ogni modo la nostra più profonda solidarietà, è stata riportata recentemente l'affermazione che stava andando a vivere con una coppia di omosessuali. Ed è la stessa persona che si è vestita da prostituta a una festa, non troppo tempo fa.

Scusate, ma io credo che Dio abbia ritirato il Suo mantello che proteggeva l'America, e che adesso l'America deve affrontare il futuro da sola.

Si intravede forse un pentimento su scala nazionale? Speriamo, ma ci credo poco. I cristiani sono troppo impegnati a recitare correttamente la "preghiera di Jabez", a migliorare se stessi e la loro condizione terrena con gli ultimi "insegnamenti" del "predicatore di turno", o semplicemente a divertirsi. Sì, mi piacerebbe vedere un risveglio in America, un vero pentimento e ritorno a Dio, ma ho paura che ormai siamo caduti troppo in basso. Ma in alla fine, e per diverse ragioni, il mondo intero lo è.

Quando accade qualcosa del genere, solo gli sciocchi sottovalutano o ignorano il fattore Dio, e lo fanno a loro discapito e detrimento.

7, 11, 2001

 



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