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Di notte ho sognato venire la morte.
Dei cancelli dei cieli si apriron le porte,
un angelo venne di luce splendente
invitandomi ad entrare con tono accogliente.

E qui avvenne il mio gran stupore!
Vidi Persone da me etichettate
come incapaci e di poco valore
e spiritualmente inabilitate.

Sulle mie labbra parole amare,
emersero senza però trapelare,
Ed ogni volto fu sorpreso perché
nessuno di loro attendeva ME !!!

 

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Ho trovato questo breve poema, scritto in caratteri rossi su un foglio ingiallito dal tempo, mentre stavo dando un'occhiata nella sezione "religiosa" di una libreria di Hollywood nei miei giorni pre-cristiani. Dopo circa 15 anni, l'ho ripescata fra le mie note. La poesia è appropriatamente, anonima. Forse la conoscevate già.

E questo per quanto riguarda tutti i giudizi personali, arroganti e ultimatamente insignificanti.
Un'altra cosa è invece il giudicare le dottrine che ci vengono insegnate, un argomento mal compreso dalla maggioranza.

 

Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi su quel che dico.
1Cor. 10:15

Chi parla è l'Apostolo Paolo, non una persona qualsiasi. E notate attentamente la sua direttiva! Questo versetto, come molti altri che potrebbero essere citati, dichiara chiaramente che in campo dottrinale, si deve esprimere il giudizio di ciò che pensiamo ed esporre gli errori che troviamo. Il senso comune (una preziosa comodità nelle comunità Evangeliche e Pentecostali, a quanto sembra!) ci dice che se non indichiamo dottrine vaghe, supporti biblici lacunosi o contrari alla Parola, quale sarebbe allora la ragione di avere una Bibbia? Perché Dio si sarebbe così tanto impegnato per essa? E perché i traduttori (la maggior parte di loro) hanno lavorato così tanto per trovare le parole esatte così da mantenere il senso più verace in modo che nessuno possa stravolgere le parole della Bibbia per i propri fini? Perché dovremmo accettare qualsiasi cosa che un Evangelista o un insegnante ci propone senza verificarlo, basandoci semplicemente sul fatto che egli gode di "buona reputazione" o perché mentre parla ha una Bibbia in mano?

Se l'impiegato delle tasse ci comunicherebbe che la nostra dichiarazione fiscale ha delle mancanze, immediatamente andremmo a controllare tutta la nostra documentazione e tutti i nostri resoconti, e li esamineremmo dieci volte (pregando) per essere sicuri di essere nel giusto. Quanto più dovremmo valutare coloro che ci parlano nel Nome di Dio?
Le nostre priorità sono tutte sottosopra.

Il giudizio è il risultato di una mente ragionante, un dono di Dio. Il fatto che il Suo dono venga usato male, abusato o non usato correttamente, questo è il vero problema. Nella nostra vita quotidiana, facciamo continui giudizi relativi a cose che ci riguardano. Ogni volta che scegliamo un dentifricio anziché un altro, un automobile anziché un'altra, o persino una Chiesa anziché un'altra, stiamo esercitando un nostro giudizio. Tutte le nostre azioni e decisioni sono il frutto del nostro giudizio. Perciò bisogna smettere con questo pensiero senza senso che non dobbiamo giudicare. Sì, noi dobbiamo giudicare ciò che ci viene insegnato, perché, una volta accettato e messo in pratica, esso ha il potere di influenzare il nostro benessere spirituale, mentale e fisico. O altrimenti ne soffriremo le conseguenze.

 



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